venerdì 24 ottobre 2014

' Gli Italiani hanno fame? Dategli un pallone!'




La frase dei croissants è stata  attribuita a Marie Antoinette.
Falso storico, utilizzato dai detrattori della regina troppo giovane ed inconsapevole per realizzare quanto si stesse annidando contro Versailles e i suoi inquilini.

Si tratta di un 'pis-aller' antecedente (1741) citato da Rousseau ed è impossibile attribuirlo alla D'Asburgo,  in quanto all'epoca della citazione riportata nelle 'Confessioni' non era ancora nata...
Ma che ci importa della rivoluzione francese?

Pensiamo agli europei Francia 2016.
In Brasile è occorso qualche piccolo incidente di percorso : Buffon aveva nascosto tra le mollette e la fascia un auricolare con cui seguiva alla lettera i consigli della D'amico e  quando si presentava qualche inconveniente con la linea telefonica, restava lì, fermo impalato,  tutti pensavano che urlasse: 'Sotto raga, dagli all'avversaria!!' mentre in realtà diceva ' Mi senti, mi senti Ilaria? '.

Balotelli  poi, povera stella, non ha trovato il tacchino selvaggio del New Mexico e i pettorali sono calati di almeno tre millimetri, il barbiere di Rio ha fatto un disastro e Prandelli non voleva che mettesse la cachaça nei sali durante l'intervallo.
E  tutti gli altri sono andati in un ospedale spirituale dove una certo Pantaleon e le sue intrattenitrici  li hanno  macumbizzati.
Acqua passata, sono sopravvissuti.
Ora Francia 2016.
Ma prima degli europei, ci sono due campionati, due lunghe stagioni di calcio, calcio mercato, caso Juve - Roma, caso Rocchi, caso Totti, replica Twitter della signora Agnelli e soprattutto il misterioso caso El Sharaawy: forse è in contatto con l'Isis?
Cosa nasconde nella nuova cresta l'attaccante del Milan? E perché è il solo a mettere in frigo la testa nella pubblicità della crema da barba  come Paul dei Beatles, unico scalzo in Abbey Road) ? Forse è un subliminale suggerimento al decapitatore rapper?

Insomma, quando si tratta di calcio tutto si ferma, tutto tace, tutto è rassicurante come la Simmenthal portata dalla mamma a Montolivo.

E forse aveva ragione la famosa nobildonna citata da Rousseau, o l'altra, di cui si narra dicessse  'Se al popolo manca pane che mangi il fieno', non stiamo a disambiguare un aneddoto inghiottito dalla storia.

Certo è che con un bel pallone di cuoio, in quattro ci dovrebbero mangiare, forse resta anche una costina per il vecchio Fido affamato.
Fritto, ovviamente, perché come si dice al Forte: ' fritta è bona anco una palla di mare'.
E anche l'aria, per chi la vuol mangiare.


sabato 18 ottobre 2014

' Inverno Arabo '


Non ancora, per il momento.
Dopo il diritto al voto che dovrebbe essere applicato nel 2015.

Ma se una donna araba  possiede già queste due cose, il suo velo e la sua tomba, oltre al Corano, chi glielo fa fare di volere un'auto?

E il bollo, l'assicurazione, il tagliando, la revisione, la pressione delle gomme.... che noia.
I  Sauditi, nel rispettare alla lettera la dottrina wahabita, non stanno altro che facendo loro un gran favore.

lunedì 13 ottobre 2014

' Quando Johnny era con-turbante'


Non so in quante siano state colte dalla 'JDAS'( Johnny Depp Acute Syndrome) negli anni novanta, ma io qui lo confesso : sono stata una Johnnydipendente, Johnnylizzata fino al midollo per alcuni anni e da tempo uscita dal tunnel.

I primi sintomi comparvero dopo la visione casuale di questi tre film: ''Arizona Dream', 'What's eating Gilbert Grape' e ' Benny and June' .

Nel primo film, diretto da Kusturica, Johnny rifiuta l'aiuto dello zio, Jerry Lewis in giacca melanzana, per sistemarsi in una casa fatiscente e lussuosa, dividendosi tra Faye Dunaway e Lili Taylor, madre e figlia.

Nel secondo sopporta il peso di un'adorabile madre iperfagica ed obesa, che passa la vita tra il letto e il divano suicidandosi lentamente con dosi pantagrueliche di cibo spazzatura; si prende cura del fratello con una grave forma di ritardo cognitivo e mantiene la famiglia facendo il commesso.

Nel terzo, Johnny è uno strambo e strampalato soggetto, in fissa con  Buster Keaton e la sua mimica che viene 'vinto' da Benny durante una partita a pocker.( Imparerete che il purè si può fare con una racchetta da tennis e che i sandwich al formaggio se pressati col ferro da stiro, ad una temperatura  non troppo alta, ottima quella per la lana, sono squisiti.)

Tutti da vedere, perché Johnny non è soltanto un incantatore, ma è davvero bravo e i tre film sono interessanti e decisamente fuori dal comune.


Ma non fateli vedere alle figlie dai 15 ai 30, perché quel Johnny purtroppo non esiste più.

E  se si ammalassero i JDAS sarebbe un problema.

Perché quando la sindrome arriva nella sua fase più acuta ( per me è accaduto con Don Juan Demarco ) si cerca spasmodicamente un 'johnnydepp' in ogni uomo.

Il fidanzato, il marito, un nuovo appuntamento iniziano ad apparirci come perdenti, condensati di sfiga,  solo perché non sono Johnny.

Avviene una regressione emotiva all'infanzia, quando in molte eravamo turbate dagli amori di Candy, chi per Terence (io, ho sempre prediletto i disgraziati) o Anthony, non so a quale corrente 'Candyana' siate appartenute.

Ma dopo 'From Hell', qualcosa è cambiato.

Forse, per calarsi meglio nella parte, tra assenzio ed oppio ha iniziato ad avere un rapporto più conflittuale con lo specchio, non so se esista la sindrome dello 'specchio servo delle mie brame', ma qualcosa è avvenuto.

O forse l'abuso  di  trucco e  travestimenti possono aver provocato un processo di trasformazione fisica inarrestabile  e psicologicamente insopprimibile e Johnny si è lentamente trasformato in un mélange di  Wonka-Sparrow,  carnato color melanzana, occhi bistrati, occhiale Mort Rainey fissato ai padiglioni auricolari, meches o tintura evidente.

Per non parlare dell'abbigliamento.
Da un  Wino da marciapiede, a Joni Mitchell  con barba e pizzetto; da Borsalino che ha scelto il cappello sbagliato a becchino in smoking.
Ah, Johnny, ma che  è successo?
Che ne è stato del tenero zingaro di Chocolat,  di quello che sapeva dare e togliere per fare impazzire una donna?
Anche tu credi, allora, che un uomo di cinquant'anni sia più bello senza rughe e senza capelli bianchi?
Che cosa c'è ormai sotto quella patina di fondo tinta e dietro a quegli occhi marcati dall'eye liner?

E' trucco semipermanente o il tuo truccatore ti segue tra la folla come quella nera signora?

Non sei tu che consideravi tuo mentore Marlon Brando, uno degli uomini più belli del cinema, che se ne strafotteva della bellezza, del peso e della vecchiaia, ma che si muoveva come una piuma trascinando Faye Dunaway nella scena finale di Don Juan Demarco?

Ti stai disintegrando,  tra stranezze gotiche fuori tempo, pessimi film, una fidanzata bellissima ma volgare che forse ti fa tornare ad avere trent'anni come se fossi in un simulatore; ma la realtà è che tu ne hai cinquanta e ti sei incagliato.

Non è facile essere Redford, Newman, Mcqueen o De Niro, si capisce.
Il fascino senza tempo appartiene a pochi, tu non sei tra quelli, forse.
E poco importa se un tempo eri conturbante.
Ora hai solo cappelli diversi. E sotto c'è un uomo che non sa invecchiare.
Che dire, sono guarita.
(Johnny get angry, Johnny get back (K.D. Lang), lo speriamo in tante, comunque.)








mercoledì 8 ottobre 2014

Oh, please, stand by me, Stefania!'


2014.
La crisi mondiale o world crisis o WC sta sollecitando le forze di rottura, le genti si stanno deformando sotto questo carico, la speranza non è morta ma procede col fiatone.

L'Isis, confraternita dal nome esotico che si nutre di morte, ha inaugurato l'ultima guerra mondiale, anche se per il momento in molti, non sembrano essersene accorti.

In Ucraina  si accende e si spegne il fuoco  e la  fragilità di un'intesa infittisce la lista delle vittime.

L'Afghanistan, il Pakistan sono delle presunte nazioni aperte dove si continua ad uccidere, rapire, bombardare.


Ebola non è più un virus relegato nel continente nero nè incapsulato in vitro, ma si sta diffondendo (e pare che arrivi la sars dei cammelli, tanto per stare allegri).

Nel medioevo più tetro dell'era contemporanea, non poteva mancare l'affannoso tentativo di riscatto della chiesa, il papa sembra un orsetto lavatore, mentre il resto del concilio incuffiato pare una schiera di scoiattoli obesi che non vede l'ora di sedersi a tavola per sgranare.

Barconi di disperati che si autodeportano per barattare morte certa con una breccia di speranza.
Usa, Inghilterra, Australia, tutto l'Occidente in stato di allerta terrorismo.

Le mattanze familiari di prassi, politici con avvisi di garanzia che continuano a percepire stipendio e diaria, ma, ancor più grave, a tenere ben salde le loro mani alle corde del potere.

Questa è una sintesi della situazione.

Ora è ovvio che nessuno pretende che tutta l'orbe si affliga e si flagelli, rinunci ai piaceri, alle amicizie, all'amore.

Ma ci meritiamo forse una senatrice italiana ospite di un rotocalco televisivo che gioisce come un'adolescente alla prima di 'Violetta' mentre ci presenta il suo toy boy?

La signora si chiama Stefania Pezzopane, classe 1960, Aquilana, senatrice PD, ergo stipendio di tutto rispetto, anche se non ha preso casa a Roma e fa la pendolare, povera disgraziata.

Simone Coccia Colaiuta reduce di 'Uomini e Donne', 61 tatuaggi, professione spogliarellista, 30 anni, è il toy boy, anzi chiamiamolo fidanzato, ganzo, fottitore, come avrebbe detto il Divino Marchese: smettiamola di edulcorare i termini esterofilizzandoli, rendiamo il concetto così com'è nella nostra lingua.

La storia d'amore nasce in un caffè de L'Aquila.

La Pezzopane, infatti, senatrice PD  è ex Assessore alle Politiche sociali e culturali  del Comune, ancora fragile come il femore di un vecchio, nonostante le promesse, le visite, i sopralluoghi, i fondi stanziati.
Così Coccia Colaiuta e Pezzopane raccontano in TV, in fascia protetta, duettando come tortorelle, il loro incontro: lui le si avvicina, le offre un caffè e da quel momento le loro anime si dischiudono verso una tenera e disinteressata amicizia.

Ricordano i loro primi appuntamenti, mentre in video scorrono le immagini degli autoscatti a testimoniare la tenerezza di quel sentimento totalmente scevro di carnalità.
Pare che stiano insieme da tre mesi e che il primo bacio sia scattato dopo ''un bel po'''nella di lei dimora.

Lui che la chiama 'Pesciolina', ha già abboccato in Senato dove l'attende a canna tesa per un caffè e qualche tenerezza, magari un tiramisù per merenda.
Una foto in particolare mi afferra: teneramente vicini, mostrano un cartoncino con scritto 'Audaces fortuna adiuvat'.
Audaci lo siete, chi sia il più fortunato dei due lo dirà il tempo; nel frattempo godete o lavorate duro di anca...

Ed ecco il nostro Senato, ecco la paladina de L'Aquila, ecco chi ci governa, ecco chi lavora per noi.

Ecco perché a breve il signor tronista avrà le strade aperte, ecco perchè la classe politica italiana ormai tutto azzarda e tutto si concede.
Non ho altre parole.
Ma lascio continuare la stessa Senatrice, molto attiva su fb, riportando questa conversazione on line avvenuta nel dicembre del 2012:

2 Dicembre 2012
Dalla pagina FB dell 'attuale Senatrice Stefania Pezzopane:
''BERSANI. Ha vintooooooo. Abbiamo vintooooo. Ora cambiamo il paese''-
Qualcuno replica, sarebbe stato preferibile che vincesse Renzi.
Al che Pezzopane risponde:

  '' Stefania Pezzopane Renzi ha una bella faccia e grazie al centro sinistra ha già fatto il pres provincia di Firenze, poi il sindaco al secondo mandato, farà altre cose, se la gente non lo ha votato ci sarà un motivo. Evidentemente non era convincente.''
Nella stessa notte, pochi minuti dopo, uno sfiduciato rispose:
 '' Stefano Amici cara Stefania forse cambierà qualche cosa a lei ma a me che guadagno 800 euro al mese a 32 anni non cambierà sicuramente,volete fare un cambiamento mettetevi tutti voi politici lo stipendio a 800 euro e poi ne riparliamo se riuscite ad arrivare a fine mese,se volete tanto cambiare fateci guadagnare come voi allora si che si potrà parlare di cambiamento,ma l'italia non cambierà mai,saluti''

E la replica dell'allora assessore è la seguente:
'' Stefania Pezzopane Lo stipendio di un Ass. Del comune dell'Aquila e' di millecinquecento € ,sono d'accordo, parlamentari e Ass. È cos reg prendono indennità esagerate. Nel comune dell'Aquila le indennità sono molto basse.''


Concludo: l'immagine della copertina di Pezzopane ad oggi, 8 ottobre 2014, la mostra affettuosamente china verso l'attuale presidente del consiglio.
Propongo di dare una scorsa alla pagina oppure di comprare un biglietto aereo di sola andata e tuffarsi nella foresta amazzonica, dove ancora esiste chi non ha contatti con l'uomo o al massimo gli si avvicina con un casco di banane, glielo lancia e fugge via, rivolgendosi a l'intruso nel suo idioma intraducibile.
Non vi dico quale sarebbe il mio commiato da questa senatrice.

mercoledì 24 settembre 2014

'Quella rissosa, irascibile, deliziosa Princi'




La prima volta che feci vidi la Princi, stavo lottando con la disposizione di tavoli e la lista delle prenotazioni in un affollatissima tarda mattinata di Giugno.
(Allora gestivo il ristorante dei Bagni Giovanni a Forte dei Marmi).

Bene, arriva questa alta bionda, con l'aria di chi si è scivolata da poco dal letto, si presenta, voce marlboro,  mi prenota un tavolo per una fiumana di persone, cosa inconsueta vista la capacità del patio e la piena a rovescio dei primi week end.

In poco tempo,  il cuore  formale e forse un po' annoiato della vita della spiaggia,  dopo l'arrivo della Patti e del suo mutevole e cangiante seguito viene  risvegliato come al  ritmo di un tamburo primordiale.

Ecco le tavolate di un tempo, quelle che si siedono per godersi il sapore del mare nei piatti, che non hanno fretta di tornare a lucertolarizzarsi sotto le tende, quelle in cui il vino porta allegria, conversazione e risate, senza mai arrecare disturbo agli altri, ecco stringersi nuove amicizie, mangiamo tutti insieme!

I miei ragazzi, apprendisti un po' timidi, avevano soprannominato il tavolo D'Asburgo ' tavolo imperiale' e se lo litigavano perché non vivevano la pressione della formalità stanziata abitualmente tra cliente e dipendente.

Finchè giunse Ettore furioso e fu lui ad orchestrarlo sempre.
Lo ricordiamo con immenso affetto, io e te, cara Patti.

Il seguito è facile, tra una chiacchiera e l'altra, mi ritrovo anch'io nella brigata notturna di via Leonardo Da Vinci, dove tutto si svolge esattamente come in spiaggia, con la differenza  che la padrona di casa è la Princi,  gli ospiti sono una folla, ci sono musica e balli, tanti mattatori, tra cui mi piace ricordare gli onnipresenti opposti : Mauro, il grande seduttore, e Lori, appena uscito dalla Cage aux Folles.

Quelle erano feste,  il risveglio di una Forte dei Marmi notturna, come accadeva un tempo, quella era  la cortesia, la grande arte dell'ospitalità, che mi ha fatto più volte ricordare i tempi in cui mio nonno e mio zio scendevano già mezzi avvinazzati dalle cave, portandosi dietro una decina di scultori, tutti ricevuti senza preavviso alcuno da mia nonna, che sorrideva digrignando i denti.

Dalla Patti succedeva questo, in un 'atmosfera completamente priva di forma ed etichetta fasulla, quella in cui ci si annoia a morte col le medesime frasi fatte e si finge di essere chi non si è realmente.

Tant'è che la cara Princi ha buon naso e capisce presto chi è l'originale e chi il tarocco, nonostante il supermega Daytona al polso o l'aria da world Citizen, e costoro con garbo, professional scroungers or troublemakers, sono allontanati, come se non fossero mai esistiti.

Sì, perché Patrizia è una donna generosa e di cuore, ma come la vedete così è, acuta, diretta, una che non ha bisogno di una corte di adoratori, perché le piace divertirsi, perché il suo è un matrimonio felice, perché non farà  come molte, divorate dall'invidia, disperate arrampicatrici, destinate a finire sole, depresse, grasse ed alcolizzate con un gruppo di amiche esattamente simile a loro.
Perché non teme le donne belle, intelligenti e colte, ma sodalizza con loro.
In lei c'è la joie de vivre, l'ironia e la tolleranza, il rispetto verso gli altri e la profondità.

Chi la vede alterarsi nei salotti in TV, non vede una recita, anzi credo che ghermisca la poltrona e si trattenga perché non gli si strappino i vestiti come ad Hulk.

Purtroppo, come molti che hanno una vita piena e felice, la cara Patti deve pagarne lo scotto assurdo.

Fa risvegliare in molti il peggiore dei peccati setti capitali, l'invidia, quella stizza irrefrenabile che tenta di indossare la moda, per nascondere la realtà della verde epidermide.
Quello che mi chiedo è perché una donna che per consuetudine apre le porte di casa, è generosa nei rapporti personali come in quelli del web, non mostra nessun sciovinismo di se stessa, venga così attaccata e pungolata.
Ma questa è la vita, come diceva Molière 'La grande ambizione delle donne è suscitare l'amore', tu hai trovato quello e una grande armonia, e a molti il famigerato pomo è rimasto di traverso ( per questo molte donne si mettono sempre sciarpe o cachecol, oltre a ricorrere a trucchi camouflage ).

Abbiamo litigato, io e te Patti.
Ma non è stato un litigio qualunque, siamo state un po' come D'Hubert e Feraud, Harvey Keitel e Keith Carradine sullo schermo; sempre per citare Conrad ed un altro suo bellissimo racconto, nel mentre del nostro litigio eravamo 'compagne segrete' l'una dell'altra, chiedendo notizie, informazioni, aggiornandoci di come ci andavano le cose, senza cercarci.

Bello esserci ritrovate, pronte di nuovo a duellare verbalmente, ma sederci allo stesso tavolo con un bel bicchiere di vino in mano, come ai vecchi tempi.

mercoledì 17 settembre 2014

' LINGUE AL VENTO '



Indimenticabile bacio tra George Peppard e Audrey con Gatto stretto in mezzo, nel vicolo appartato e nel cunicolo della loro intimità.
Il bacio, l'uomo che cede alla passione per consacrare un attimo speciale, un frangente in cui l'anima è rapita e non si cura dell'apparenza, non si cura del mondo.

Un tempo era così.

Oggi, invece, pare che il bacio sia diventato un nuovo modo di interloquire tra gli umani.
Non si parla, ci si avvinghia e si slinguazza.
Anzi, temo che di questo passo la stretta di mano verrà sostituita con un bel giro di lingua, poi arrivederci a grazie.

Questa è stata l'estate  della pioggia, del tempo pazzo, delle 'Visioni Simultanee' di Matteo Renzi, della défaite di Cesare Prandelli e della sua nazionale (tutti slinguazzatori professionisti, i nostri azzurri).

Ed è stata un 'estate di lingue: lingue al mare, in mare, fra le onde, sul lettino, in barca, al ristorante, mangiando, bevendo, fumando, guidando, parlando.

Si dice che Dio ci abbia cacciato in gola la lingua perché l'uomo era  l'unico essere del creato a non emettere alcun suono e Fiat!.

Certo che da quanto abbiamo visto sui giornali, il muscolo papillare sembra destinato ad un declino nell'ambito del dialogo per tornare, forse, ad adempiere a funzioni più primitive, come l'auto-lavaggio o  la pulizia del partner mediante lambimento.

Il bacio è stato cantato, dipinto, descritto ed è un frangente di massima intimità tra due persone, è un momento fisiologico, integrale.

 Invece, tutte queste bocche aperte, queste lingue serpentine intrecciate in nodi draconici fra adulti che sembrano avere scoperto per la prima volta l'ebbrezza nebulosa dell'osculo.
C'è davvero da interrogarsi se sia tutta una strategia, se una bella pomiciata a bocca aperta faccia schizzare il termometro della popolarità.

Perché anche Catullo, che con Lesbia si dava da fare, una volta doppiati i mille, suggerisce di nascondersi, affinchè gli altri non ne sappiano troppo, non si sa mai, le malelingue...

Il bacio, questa meravigliosa ed unica esclusiva dell'uomo, svenduto come vecchio mobilio.
Non per me e spero non per molti altri, che ancora si nascondono, si coprono, si rubano questo momento via dalla pazza folla.






lunedì 1 settembre 2014

What Else?

George Clooney sposo.
Un lutto globale scenderà sulle  fan del  'mag-nifico'  signore del Nespresso.
L'unica a non curarsene è quella che grida 'George Clooney is inside!!!' e si gode il suo caffè in pace: ha sgamato ,il dottore di ER.
Ha avvistato due paparazzi nascosti su un tetto con gli obiettivi puntati sulla terrazza del Penthouse, pronti allo shooting tipo Lee Hoswald, dopo che George  è stato paparazzato per l'ennesima volta   con l'amico del cuore e per scagionarsi preferisce fare la fine di Sebastian di Tennessee Williams che rischiare di perdere la già caduca identità machista.
Clooney è veramente un furbo, va riconosciuto : non smentisce la sua omosessualità perché sentirsi in dovere di farlo sarebbe un 'offesa per la comunità omosessuale.
Dire politically correct è restrittivo.
Che Clooney sia gay o meno, non ha molta importanza.
E' un attore, quello che fa-  recitare - è un mestiere in cui riesce particolarmente bene: bella voce, è versatile e soprattutto irresistibilmente comico.
Come  Cary Grant, che nonostante matrimoni e figli, ha da sempre avuto accanto Randolph Scott.
Se facciamo un passo indietro, la professione dell'attore è stata retaggio esclusivamente maschile per secoli
Al tempo  dei grandi tragici e commediografi greci e latini, tutti i ruoli nelle rappresentazioni teatrali erano riservati per legge agli uomini.
Ecco , pensate che nell'incatevole e magico scenario di Epidauro, in quell'anfiteatro posto al termine del  un cammino in un bosco, sul proscenio, tra le fiaccole tremanti, Lisistrata, la prima scioperista del sesso annoverata storicamente era in realtà un '' πέος '' con la tunica di scena e così le sue compagne astenentesi dai doveri coniugali e scioglitrici di eserciti, perchè allora funzionava ancora il famoso detto, o almeno così viene storicamente riportato.

Andando oltre, pensiamo a Titania, a Giulietta, a Gertrude, e a tutte le altre grandi eroine teatrali del bardo : tutte munite del tintinnabulum dedito ad accoppiamento e minzione.
Il pubblico si lasciava forse fuorviare da quei corpi mascherati, troppo nernboruti , dalle voci da pomo d'Adamo?
Se così fosse stato, oggi non esisterebbero né teatro né cinema: non esisterebbe la recitazione.
Le donne iniziano a recitare alla fine del seicento, prima potevano solo far parte di corpi complementari alla pièce, come il coro.
Così  gli uomini hanno dismesso i panni di Giulietta per cederli a chi  poteva esserlo  in realtà.

Poi il magico avvento del cinema, che ci ha regalato i baci corrosivi Douglas Fairbanks e soprattutto  di Rudy Valentino: anche il grande Rudy è un virgolettato, nonostante l'harem di mogli e amanti. Quel che è certo è che il suo funerale è in assoluto il più affollato ed isterico della storia del cinema.
Ma esiste un pregiudizio per cui se un uomo è gay con il cinema ha chiuso.
Esempi? Rupert Everett
Unico ad essersi dichiarato gay all'apice della carriera.
Altri  lo stanno facendo adesso, ma sono attori minori:forse la dichiarazione gioca più pro che contro,
così come accade con lesbismo o ancora meglio il bisessualismo, che è una vera marcia in più ; da qui si capisce quanto sia ancora pregiudizioso il mondo della celluloide e che gli USA non si sono mai scrollati di dosso un certo maccartismo censuratore.
La storia di Rupert è emblematica.
Dopo la dichiarazione, solo qualche parte neutra o quelle che giustamente merita di recitare: l' omosessuale.
Ma qualcuno se lo ricorda, giovane e bellissimo, intrecciato negli amplessi con Miranda Richardson ?
Già si mormorava, eppure vedendo  quel film nessuna donna credo si sia chiesta quali fossero  le effettive preferenze sessuali del debosciato Blakely.

Tornando a George a questo turno ha fatto un bello score nell'eligere la prescelta.
Avvocatessa famosa, bella, raffinata, ricca, libanese naturalizzata british: what else?
Mi avrebbe sorpreso se George la volpe avesse convolato con una come la nostra Canalis, bella come il sole, non solo poco capace ma dedita a vizi notoriamente poco consoni ad un uomo perbene - che al massimo si concede una bevuta oltre al Nespresso-.
Almeno, in pubblico.
E se una sera in preda  ad ebbrezza  la Canalis avesse dichiarato che George ama i négligées , 'Querelle de Brest' e che a Villa Oleandra si ascoltano solo Streisand, Gaynor e Mina? Altro che let's go outside, George non poteva rischiare.
Così traccheggia per qualche anno finchè non arriva questa principessa del foro, valutata, ratificata ed approvata dalla mamma Clooney.
Se è vero il detto che dietro ad un grande uomo c'è sempre una grande donna, forse qui ne avremo un paio.
Tornando alla professione del Clooney mondiale,se ipoteticamente avesse fatto un coming out lo avreste trovato ridicolo nelle scene di amore o di sesso?
E ancora, avete notato che scene di sesso, di quelle che al cinema accendono il chiacchiericcio, i movimenti sulle poltroncine e un tossicchiare indifferente, Clooney non ne ha mai fatte?
E proseguo : non ha mai avuto un ruolo omosessuale
In molti supermachi ne hanno avuti, da Xavier Bardem e Johnny Depp in 'Before night falls' ( di Schnabel, da vedere), a Matt Damon nel ruolo del poliedrico Ripley, al bellissimo Heath Ledger,  Gylleenhall ,per citarne alcuni senza fare una lista della spesa nè indulgere in reminiscenze almodovariane  o citare Jared Leto e James Franco che con quelle facce possono fare quello che vogliono.
Quindi Clooney uomo d'azione, uomo drammatico, impegnato,seduttore grazioso, ladro affascinante e perfino rapinatore brutale in fuga in Messico sedotto dalla danza rettile di Salma Hayek.
Ma un ruolo delicato, sospettoso,  mai.
Caro George, sei proprio bravo, anche come sceneggiatore e regista, hai veramente i numeri.
Che male ci sarebbe a dichiararsi effettivamente per quello che si è- sempre che tu lo sia, beneficio del dubbio.
In tutto questo, spunta il sospetto che Clooney, sempre in prima linea per le buone cause, non voglia finire i suoi giorni a sfiancarsi tra un set e un camper o che opti per qualche serial regredendo ai tempi di ER.
Forse si dedicherà a sceneggiare e a dirigere, chi può dirlo.

Oppure, il  suo obiettivo potrebbe essere un altro, quello per cui assolutamente dovrà avere al suo fianco una grande donna, oltre alla mamma, una donna che non poteva avere a suo tempo Harvey Milk.
La politica è il grande mare del potere.
Le stelle a strisce sono un richiamo irresistibile: scommettiamo?