domenica 27 aprile 2014

'I Magnifici Cornuti'

Pare che Freud, Jung e anche il mio preferito, Otto Gross, abbiano elargito  tempo all'osservazione del mondo animale, che avrebbe trovato poi il suo più grande esploratore nel loro compatriota Konrad Lorenz, nato successivamente e troppo giovane per potersi involvere con i tre psicanilisti.
Già Aristotele e successivamente Plinio il Vecchio avevano rilevato che il comportamento animale  contenesse dei parallelismi con quello umano.
 In seguito i bestiari medievali -tralasciandone la doverosità morale e i suggerimenti biblici-  avevano regalato una descrizione metaforica, e non solo, del mondo animale : dal leone, rappresentazione del  Cristo animale, al leopardo, ai rettili e ungulati, e delle creature mitologiche, come draghi, grifoni, unicorni.
Naturalmente, questi testi, più apprezzati per la bellezza delle miniature che per i contenuti, possiedono soprattutto elementi di superstizione, legati all'oscurità della foresta e ai pericoli che si presentavano sotto le sembianze dei suoi dimoranti  selvaggi.
L'osservazione del mondo animale è comunque -come osservò il grande Lorenz- uno studio più che complementare della natura umana.
Noi li chiamiamo animali, loro non sappiamo come ci chiamano: certamente i miei gatti dopo una settimana senza cibo umido mi chiameranno' Xcfghtrub!!!', che nel loro codice significa 'grandissima stronza'.
Ma parliamo dei cornuti.
L'origine del termine è contradditoria:c'è  chi parla di un imperatore bizantino che quando desiderava una donna ( un po' come l'ius primae noctis) ne faceva imprigionare il marito, poi,  dopo averla avuta, lasciava trofei in segno di disprezzo, fra cui  alcuni con grandi corna.
Chi racconta degli Arabi in Sicilia che, durante le  battute al cervo, chiedevano ospitalità ai campagnoli, un full board particolare che includeva la mugghiera...e che per ringraziare lasciassero alcuni dei loro trofei di caccia.
C'è chi dice che la capra femmina sia particolarmente zoccola e che il termine derivi da 'becco' ,il maschio della caprettina smaniosa ( mi sovviene una posizione tipica per le cosiddette 'quickers' ).
 Esistono molti animali  con le corna- dalla timida lumaca che sa bene come dissimularle al crotalo cornuto che se ne cruccia,alla mucca che non se ne cura,  allo stambecco che si sfoga col movimento; quindi, esistono i cornuti maestosi, quelli e quelle che come i cervi nobili arrivano ad abbelire le proprie corna, così per chi è al corrente, diventano una vera opera d'arte, come il cervo che appare a De Niro al suo rientro dal Vietnam.
Osservando questa specie animale, notiamo una differenza tra il cornuto maschio e la femmina, che  la natura ha reso priva di corna nei cervi, ma non per questo meno magnifica.
Il maschio è felice, soddisfatto, come se avesse ricevuto dal mondo intero un expertise  per l'autenticità della regale corona di cui in realtà non sa nulla.
L'atteggiamento tipico  di un Sansone che abbia una ramificazione regale sopra la già mitica chioma.
Sono splendidi, i magnifici maschi, allegri e pieni di sorrisi, fedeli e adoranti e come il vero cervo nobile si adornano le corna per attrarre l'attenzione dell'adorata compagna verso la quale non nutrono il minimo sospetto.
Probabilmente se la trovassero  incorniciata tra una parete di roccia e le zampe anteriori e posteriori di un altro cervo, penserebbero che ne stia preventivamente valutando la solidità con l'aiuto di un buon amico.
Altra costante del magnifico maschio è quella di aver quel copricapo imperiale grazie all'amico del cuore, o un cognato, o in casi storici, il proprio fratello,padre,figlio (vedi Carla Bruni con Enthoven )
La fortuna di questo esemplare è quella di vivere, molto spesso, in questa condizione di beata narcolessia per tutta la durata del suo matrimonio o unione, a meno che non arrivi un De Niro meno compassionevole e che decida di far partire 'un colpo solo'.
Diversa è la magnifica femmina, che per l'appunto non ha evidenti ramificazioni ossee.
Al contrario del 'cornutone -che pè stà via mò te ne vai' come cantavano i grandi Squallor- la femmina racchiude in sé un 'aggressività motoria e verbale, oltre ad un 'altezzosità  genere Queen Elizabeth II e diva  sul tappeto rosso.
La bellicosità è sia  innata che situazionista.
La magnifica cornuta simula con un 'autoaffermazione sfrenata, mascherando la frustrazione e l'insicurezza con ostilità fisica nell'atteggiamento, e con una serie di azioni atte a nascondere la reale componente del comportamento, dettata appunto da dubbio ed incertezza, di qui il tentativo di alterigia, di cercare di sollevarsi al di sopra delle altre.
Eccola quindi poco sorridente al contrario del magnifico maschio,  combattere contro la continua presenza dei nemici.
Attenta osservatrice, rinuncia ai piaceri della vita per opporre il proprio controllo e mostrarsi regalmente superiore , neutralizzando il possibile avvicinamento di una situazione ostile.
La sua femminilità può trasformarsi in quella di John Wayne quando l'insIcurezza è ridestata e portata al massimo della tensione per l'avvicinarsi di una o più femmine che sono carne e sangue da eliminare.
Ed è allora che la magnifica cornuta si rende parente del maschio, con una differenza: il bramito del maschio è una risata, quello della femmina un urlo.
Una buona cosa sarebbe se i due magnifici si incontrassero, ma è impossibile: sono due rette parallele, due destini paralleli.L'immaginaria coppia perfetta che non può esistere perché la natura è tanto perfida ma giusta da non consentirlo.
E io quale animale cornuto sarei?
Perché quasi tutti ce le abbiamo e in molti le abbiamo fatte, anche chi ha deciso di accoppiarsi con un 'entità superiore non è detto sia dispensabile né dispensato dalle corna.
Probabilmente sono stata, sono e sarò una vongola, che allunga le antenne sottili quando avverte odore di salto in padella.
Certamente preferisco  una cospicua quantità di corna vere, fisiche, laboriose ad un solo , piccolo infinitesimale pensiero adultero, lasciato in sospeso.
Molto più degradante per chi lo subisce, molto più vile per chi lo compie.




martedì 22 aprile 2014

Che fine ha fatto Anna Karenina ?

''Nella chiesa c'era tutta mosca,tra parenti ed amici.E durante il rito nuziale, nella chiesa illuminata a giorno,fra le donne adornate,le fanciulle e gli uomini in frac e cravatta bianca e in uniforme,non veniva mai meno un discorrere convenientemente sommesso...'' 
Questo veniva descritto da Tolstoy e pubblicato nel 1877.
Anna Karenina, la storia dell'amore tormentato della donna sposata che lascia la famiglia e si perde nello scandalo.
Ma innanzitutto la relazione dettagliata e genialmente cinematografica di un mondo che sembra non essere mai esistito.
Quanti anni sono passati? Poco più un secolo e mezzo.
Ma non è reperibile alcuna traccia di quel mondo.
Forse nelle campagne, dove da sempre ha regnato l'ingiustizia  per  sfamarsi e non crepare, per poter continuare a lavorare.
Forse lì esiste una traccia, una reminescenza. La versione più povera della realtà.
Un capovolgimento storico, quello del '17, che ha generato un mondo oscuro, una popolazione impenetrabile, ricchezze incalcolabili sparse a chiazze e buchi di povertà immensa, ed un esercito di robot, non per nulla rabot in russo significa 'lavoro'...

Le sovversioni storiche non si contano, soprattutto quelle in cui sono venuti al potere regimi militari o  comunisti: tralasciando il medio oriente che è una bolla d'aria che scorre nelle arterie di questo pianeta, penso a Cuba, Venezuela, a tutto il blocco assorbito dall'Urss dopo il patto di Varsavia -non cito la Corea del Nord perché ne ha offerto già un 'ampia descrizione il nostro senatore Razzi paragonandola fiscalmente,politicamente e socialmente alla Svizzera verde.
Ora, nutro una particolare simpatia per el Lìder maximo, a lungo in prima linea nelle foreste cubane con il Che.
Forse perché in tutti questi anni Cuba è tuttora una fastidiossima pagliuzza di carciofo conficcata nella gola leviatana del blocco Usa, che se lo merita.
Forse perché è un militare che non ha mai esulato dal suo ruolo, come altri hanno fatto altri 'liberatori fittizi', regime all'esterno,bordello a palazzo.
E perché il suo film preferito è Vatel, e ho trovato straordinario che un uomo come lui, molto austero e licurgico, abbia apprezzato il contrario della sua concezione governativa.
Ad ogni modo, cubani, venezuelani, cechi, ungheresi, polacchi e gli altri popoli che non sto ad elencare che hanno subito una vera e propria sopraffazione istituzionale sono rimasti gli stessi.
Riavuta la libertà,smessa la divisa carceraria si sono rimpossessati della propria .
Ma cosa è stato della Russia di poco più di un secolo fa? Cosa ne è stato dei russi? Chi sono questi che per dileggio comprano non solo squadre di calcio, ma pezzi di mondo per riadattarli alle loro monomanie e fissazioni?
Una su tutte l'ossessione per il nuovo.
Se un russo compra un palazzo veneziano state certi che lo trasformerà in un simil store dell'Ikea, ovviamente con pezzi di modernariato costosissimo.
(L'antique deve essere  contagioso,  trasmette  malattie,  da uno scrittoio Luigi xvi possono uscire tarli e blatte?)

Tra le altre ubbie, la metodicità grigia con cui compiono gli stessi diversivi, attenzione, non parlo di doveri né di lavoro.
Stessi ristoranti,  stesso tavolo, stessi alberghi, stesso vino, stesso ormeggio in rada.

Per non parlare della voracità con cui si affannano ad avere in tavola tutte le portate allo stesso momento.
Tutto, subito e presto, caldo e freddo, insieme, lasciando sulla tavola orrori simili a squadroni  macellati su un campo di battaglia.
E ancora, comperare, comperare ma lasciare tutto intonso, inusato, nuovo.
Comperare per avere.
Il possesso è un orgasmo, l'uso è l'amplesso che si può saltare a piè pari.
E le donne ,bellissime e tristi, incapaci di personalizzarsi se non di riflesso.

Questo novus ordo seclorum  è stato adottato da tutti i russi sparsi nel mondo nelle Little Moscow-dove domina   lusso e nient'altro- e  va a gonfie vele.
Quello che ritengo esilarante è che questi barbari, che si riconoscono come se fossero etichettati, non hanno la minima cognizione di quanto si perdano credendo che le mazzette che esportano li rendano dei nuovi magisteres elegantiae, dei gourmandes, dei raffinati, quando in molti non comprendono la differenza tra vino e succo d'uva col metanolo presentata in bottiglia Sassicaia.
Cosa è possibile perscrutare in questa controrivoluzione?
Dove è finita la dissoluta eleganza de 'il Giocatore' di Dostojevskj?
E l'affabilità russa, che si nutre di bellezza, vita sociale, arte e teatro, soffusamente seduttrice e morbidamente depravata?
Dire 'lavaggio del cervello', come fanno in molti mi pare semplicistico.
Cosa si nasconde antropologicamente dietro questa tristezza ?
Da nulla ad avere tutto, per questo sono diventati sterminatamente infelici ed incapaci di godere della vita?
Perché i russi non sanno vivere il momento, non conoscono il profondo stato di grazia di un tramonto, di una o molte belle donne, di una lunga vacanza, di un nuovo gusto scoperto dal palato.
Sono disperatamente tristi, sempre in attesa del momento successivo.

E mentre ripenso al pranzo di Stepan Arkadic', alla minestra à La Maria Louise, ai minuscoli vol-au-vent, ai due camerieri in cravatta bianca, alla tavola con gli antipasti, sei qualità di vodka e altrettanti formaggi con palettine d'argento, mi viene in mente una bellissima moscovita scesa da una specie di portaerei che, triste come un ciliegio in autunno, bevendo champagne, scavava con le belle unghie lunghe  e finte da una forma di Parmigiano.
Non ho una risposta.









sabato 5 aprile 2014

'Nessun confine'

Il viaggio in solitaria è la massima espressione della nostra libertà individuale.
E' una pagina bianca,  offre l'opportunità di scegliere quali saranno le storie da raccontare.
La mia prima esplorazione  nel 1988 per mezzo del famoso Interail.
Unico aggancio,  un gruppo di svedesi che avevo conosciuto a Verbier .
Ad Amsterdam, con il mio Going , mi ritrovai al Kabul, l'ostello per eccellenza, una vera e propria fumeria di skunk ed altro.
Purtroppo niente armadietti, niente sicurezza per lo zaino.
Così vagando, scopro per caso in un piccolo hotel vicino alla stazione.
Molto modesto, ovvio, ma gestito da un indiano che non potrò mai dimenticare, Poltu : alto come un bambino e con la voce da bambino.
Di fronte al piccolo hotel,una palazzina abitata da studenti olandesi.
La sera ci riunivamo tutti per strada, a bere e a fumare.
A Copenaghen dormii per una settimana nell'appartamento del ragazzo di un 'amica, il palazzo vuoto, le prime notti il sonno un po' inquieto per quell'isolamento sinistro.
 Poi Stoccolma, di cui cito solo un episodio: festa in un country club, con i due amici di Verbier, un terzo e il quarto cui era toccato lo stecchino corto: guidare, quindi non bere.
Oslo con il traghetto delle sbornie e poi il rientro, passando per Amburgo, Acquisgrana e Basilea.
Mi piacque e come la sventurata '' replicai ''.
Adesso non mi capita più di vederne nelle stazioni, ma  ero tra quelli che trovando un bel posto comodo, anche per terra, dove sistemarsi con stuoia e sacco a pelo,  faceva i salti di gioia.
Questo modo  di viaggiare finisce quando determinate situazioni non sono più la normalità ma diventano sacrificio e generano nervosismo.
Fino ad oltre 30 anni mi sono mossa così, concedendomi saltuariamente qualche vizio, una singola in un ostello oppure una notte in un bel resort con tanto di massaggio.
Credo che questo tipo di viaggio ci regali disinvoltura, agilità, anche se talvolta mi rendo conto di aver trasceso in sconsideratezza, tralasciando l'eventualità di situazioni pericolose .
Solo una volta ho avuto paura e per assurdo ero ben locata e ben sicura.
Il viaggio in solitaria esula dalla cristallizzazione nei medesimi ruoli che vengono a crearsi reiterando  medesime destinazioni, dove ogni soggetto ha il suo posto e ruolo definito e immutabile.
Oltremodo si discosta dal viaggio a due, o a tre, in cui di qualsiasi grado sia l'indipendenza stabilita tra i soggetti, esiste comunque un legaccio obbligatorio:se ti ferisci o stai male i tuoi amici o il compagno di viaggio non possono, eticamente, lasciarti solo e viceversa.
La solitudine invece è anche questo ed è un ottimo sistema per imparare a scacciare le mosche dal naso e per lasciare i capricci a casa.
Certo è che la vacanza da singolo è sincrona all'affinarsi ,anzi al rinnovarsi, del nostro fiuto.
Capita di provare un 'engoument' per qualcuno, fino a che non si scopre che è una grandissima sòla.
Questi soggetti si riconoscono da un'ostentazione pesante delle loro particolari abilità e conoscenze: finchè non ti accorgi che raccontano balle o che cercano di spillarti soldi.
Al contrario, capita di incontrare  persone che il destino benevolmente ha messo sul nostro cammino.
Mi è successo ieri.
Ho preso un taxi che mi portasse a destinazione 47$ ( no bus, purtroppo, ancora favorevole ai mezzi pubblici specialmente se ben operativi).
Due signore arrivano verso l'ora di pranzo.
Si sistemano con le loro seggioline, il  loro ombrellone.
Iniziamo a chiacchierare, perchè avevo visto un piccolo -veramente piccolo-squaletto proprio a riva.
Sono entrambe venezuelane, sulla sessantina.
Ecco queste due deliziose signore, oltre ad avermi offerto degli snack , mi hanno invitato a riaccompagnarmi in hotel.
Ed abitavano entrambe da tutt'altra parte.
Ci siamo scambiate tutti i contatti e ci vedremo oggi a colazione con le loro famiglie.
Probabilmente se fossi stata con un amica non sarebbe accaduto.
Perché saremmo state rintanate nella nostra età, nella nostra italianità: chi se le sarebbe filate due signorotte tranquille che se ne stanno sedute in poltroncina a mangiarsi fritos e che fanno il classico 'mezzo bagno '?
 Infine la pillola necessaria da assumere per una felice vacanza in solitudine è quella che contiene una buona dose di contavveleno alle nostre critiche interiori verso le abitudini del paese che si visita, crogiolandosi nell'ozio, correndo come locomotive, ma senza addurre paragoni.

Finchè non si prova non è possibile avere  idea, neanche a cercarla col lumicino, di quanto giovi al complicato congegno che è la nostra anima.










mercoledì 26 marzo 2014

'Bull scatenato in prima pagina'

Mi sono ripromessa di sottrarmi al  turpiloquio nel rivolgermi a questo signore, ma vorrei riportare fedelmente gli interessanti estratti del suo diario. 
Mi rivolgo in parallelo al centro di sicurezza per le famiglie di facebook, che ha giudicato il contenuto da me segnalato non pornografico.
Ribadisco, la mia foto non è  porno, ma il fatto che il signor Maggi, dopo essersene appropriato,essendo questa la foto di copertina, l'abbia condivisa sulla sua agenda virtuale di oscenità, ed abbia  scritto: ' Mmmm ti inculerei pesantemente', cos'è forse una particolare licenza poetica a lui concessa?

Vorrei che il  centro sicurezza famiglie fb mi spiegasse meglio.
Qual è il  margine capillare tra la pornografia e l'appropriatezza o quantomeno  la tollerabilità.
Qui di seguito:
Dal diario di Stefano Maggi, stati d'animo:

'Ho voglia di chiavare'
'Ho bisogno di un pompino'
'Sono molto generoso'
'Sono un bull per le donne'

Commenti a foto, alcune probabilmente rubate come la mia:
'Bali Indonesia: perfetto da inculare'.-primo piano di un posteriore.
'Wow che cavalla'- ragazza con cuissardes.
'Sarebbe da alzarti la gonna e metterti a pecorina' - signora con la gonna
'Vi scoperei tutte e due'- ragazzine abbracciate

Non proseguo, mi pare esaustivo e invito a fare questo viaggio  nel mondo di un pornomane, per chi volesse accertarsene e segnalare.Tra i suoi interessi ci sono piccanti mogli amatoriali, la moglie del vicino, offri tua moglie,
I casi sono due, Stefano: o  sei un gran cornuto o sei stato abbandonato sull'altare come un fesso.
Infine la taverna del monastero: clicco e vedo chiaramente dai post, tutti aperti, che è un bel locale per scambisti e non solo.
Tale Gio' linguetto massaggiatore' scrive :''Un saluto ...bla bla...non sono mai stato alla taverna ma sarei lieto di accompagnare anche coppia che volesse andarci''.
Incuriosita cerco su Google questa taverna 'paradiso' de' peccator carnali, che la ragion sottomettono al talento...( magari!)

E' un 'food, room  & beverage' per coppiette, ma anche trii e quadriglie e certamente partouzes.
Tutto regolare, incluso il giochino dello scambio di chiavi.
Faccenduole  della noia padana.
Maggi, ci sei mai stato o lo hai soltanto sognato?
Ci passi di fronte con la bava alla bocca?
Magari se ti dai una sistematina ti fanno entrare.
Così come sei non va bene: sembri un collage fra i fratelli peluria e Pasquale Amitrano.

Torno al caro centro di sicurezza per le famiglie.
Cosa deve verificarsi più di questo perché una persona venga quantomeno redarguita?
Oggi ho visto che è tutto lì, scritto e sottoscritto da Maggi.
Tra i gli argomenti che inserite nella lista nera oltre alla pornografia ci sono l'odio razziale e l'incitamento alla violenza.
Allora facciamo un immaginario transfert.
Neri, ebrei, omofobia, fra le braccia di Nemico Pubblico o Clockers:
Dal diario del cavaliere inesistente - razzista omofobo violento-

'Ho visto dieci anni schiavo: strano, pensavo che le scimmie non parlassero'-( Qualcosa di simile è stato detto in Parlamento).


'Mio marito mi ha comperato un bellissimo album di fotografie . Certo, non è come quello che tenevamo nella nostra casa in Paraguay. L'abbiamo dovuto lasciare lì. Che peccato, c'era voluta la pelle di più di  dieci ebrei per farlo' ( questa è storia. Fu la moglie di un gerarca nazista a dirlo ad un giornalista americano, che inconsapevolmente ammirava la rilegatura di un libro).



'Gli omosessuali sono malati mentali e devono essere curati'.
(Questo purtroppo lo sento dire apertamente piuttosto spesso).

Foto. Con una mano tiene il corpo con l'altra la testa di un gatto.

Ditemi ,centro per la sicurezza, spiegatemi in cosa consiste il vostro lavoro visto che di diari come questo che ho creato a modello con un po' di fantasia  ne esistono.
Non si tratta di boutades né di vignette che hanno sempre fatto bene anche allo spirito di chi è oggetto dello scherzo.
La mia attenzione resta comunque rivolta  ai bambini,agli adolescenti che sorvolano questo social con la loro innocente visione della vita
Non sentite di offenderli permettendo la circolazione e i conseguenti  presumibili sodalizi di questi articoli in libera circolazione?
Non vi sentite in dovere di proteggere i minori con qualche accortezza, visto che il virtuale e il concreto sono ormai una sola realtà?
Credo che chiunque possa computare l'effettiva pericolosità, perlomeno verbale e teorica, di un individuo come questo.
Non oso pensare ai suoi sodali né ai suoi simili diffusi in tutto il mondo protetto dalla rete.
Poi non stupitevi se nelle retroguardie della cronaca più nera, spaventosa e ripugnante ci sia questo social.
Quanto a lei, toro scatenato, consiglio di provare la meditazione tantrica.
Oltre che toro, diverrà anche serpente.






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martedì 25 marzo 2014

'Lo strano caso della censura di facebook'

Giusto qualche giorno fa mi lamentavo di quanto fosse ancora conservatrice, retriva e reazionaria la censura in Italia.
Su ciò che viene censurato e non.
Di certo non vengono censurate le basse allusioni e la grossolana trivilialità del linguaggio, sdoganato da anni e anni di governo bunga bunga.
Ed è un vero peccato che alcuni film vengano trasmessi in versione integrale soltanto su alcune reti e principalmente in orari  per insonni, come ' Lezione di religione ' di Fiamma Nirenstein o 'Fuori Orario', ed è un dato di fatto che il deperimento della cultura cinematografica , quindi anche libraria e teatrale, sia in crescita  nel nostro bel paese: basta chiedere chi sia il terzo uomo  e in molti inizieranno a parlare del Barça.
Ma parliamo di facebook.
Tra le applicazioni in dotazione per chi decide di collocarsi su questa piattaforma con un account esiste il centro di sicurezza per le famiglie.
Sappiamo benissimo che per alcuni e perché no, anche per noi talvolta, facebook è uno spying game o un radio-serva.
 Quanto mi è accaduto mi ha disorientato e ha lasciato una grande rabbia.
Vedo casualmente che la mia foto di copertina è stata condivisa.
Incuriosita, chiedo a fb di indicarmi il condivisore, tale Stefano Maggi, pavese, di cui non so assolutamente nulla.
Scorro il suo diario fino a che non trovo la mia foto condivisa ed elegantemente didascalizzata :
'' Mmmm. Ti 'sodomizzerei' pesantemente''.( Non ho tralasciato neppure l'onomatopea ed ovviamente ho erudito ed attenuato  il reale  termine da lui usato.)
Scorro il suo diario e realizzo il delirio di questo sconosciuto che ha comunque un volto e un nome.
Foto di donne, con diciture chiarificatrici e verbalmente illustrative simili alla mia.
Per non parlare degli stati d'animo condivisi.
'Ho bisogno di una fellatio'.
'Ho bisogno di copulare'.
'Sono molto generoso'.
 Su quest'ultima affermazione mi soffermo, perchè può essere doppiamente interpretata.
Il signore è generoso sessualmente o lo è economicamente?
 Nel secondo caso la frase non sarebbe soltanto un vaneggiamento ma una chiara offerta in denaro in cambio di prestazioni sessuali.
Decido di fare la prima segnalazione del mio iter su fb.
Fino a ieri avevo soltanto bloccato persone troppo invadenti.
Comunico che il signore condivide contenuti non appropriati (adesso non ricordo se ci sia scritto offensivo, nudo, pornografico) .
Facebook ringrazia per la segnalazione che verrà sottoposta al centro di sicurezza delle famiglie.
Stamani, aprendo l'isoletta delle notifiche dal mondo, trovo questa cordiale risposta di fb :

'' IL CONTENUTO NON E' STATO RIMOSSO......grazie grazie per la segnalazione ,,,,abbiamo esaminato ,fatto e brigato , morale : ABBIAMO ANALIZZATO LA CONDIVISIONE CHE HAI SEGNALATO E ABBIAMO STABILITO CHE NON VIOLA GLI STANDARD DELLA NOSTRA COMUNITA'' ...
Ringraziamenti e arrivederci.
Certo che la mia foto non vìola gli standard, è una foto al mare, in costume!
Ma l'appendice del signor Stefano Maggi ?
Anche il suo avvocato difensore noterebbe il germe del collezionista di sesso compulso di una mente poco ferma.
E  i suoi numerosi commenti ad altre foto di altre donne, alcune probabilmente consenzienti come una che mostra un grande fallo di legno e che lui ammonisce
' 2013 .Le dimensioni contano .Lo avrei comperato per infilartelo dentro.'
Sono questi contenuti appropriati o è vera e propria pornoscrittura?
Deve sussistere l'immagine perché questi benedetti argomenti siano da considerarsi lesivi per la sicurezza delle famiglie?
Immaginiamo questo pellegrino rapace in cerca non soltanto di merce prezzolata, ma delle immagini di ragazzine e perché no, ragazzini.
Proviamo soltanto a metterci nei panni di un adolescente che vede la sua foto sorridente, sdraiata in spiaggia, contaminata da un bel commentino come quello rivolto a me.
Oppure mettiamoci  in quelli di qualcuno che vive in realtà familiari di abbrutimento ed abbandono che si lascia attrarre nella tela del ragno.
Le cronache parlano: accade anche questo.
Ci rendiamo conto che un essere del genere è un potenziale pericolo?
Che può essere uno di quelli che si apposta fuori delle scuole medie o dei licei?
Forse resterà sempre in auto a soddisfare il suo morbo.
 Forse no.
Una donna sa reagire o quantomeno si sa  opporre ad un oggetto impazzito, nonostante io stessa abbia provato fastidio e sgomento, nel vedermi sul diario di quest'uomo che chissà dove mi ha scovata.
Ma i ragazzini?
C'è chi parla, per fortuna, ma c'è chi si vergogna; c'è chi si spaventa e c'è chi non ha  qualcuno che l'ascolti.
Così ci ritroviamo con filmini pedopornografici in rete, violenze sui minori da parte di insospettabili amici di famiglia, prostituzione dettata da ricatti del più grande verso il piccolo che teme la vergogna di colpe che non ha: è presumibile che questo signore ,questo Stefano Maggi , conosca qualche bambina a meno che  non viva in un fantomatico villaggio di soli adulti, che sarebbe perfetto per lui.

Ecco tutto il mio dispetto, la mia rabbia verso un sistema che non sa abbattere le barriere dove sarebbe necessario farlo e invece continua ad attenersi al dettaglio mancante previsto dal manuale.
L'interpretazione della regola imposta dal vademecum, non dal buon senso.



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lunedì 24 marzo 2014

'Moi ce que j'aime chez Monicà.....'



....C'est que l'on  peut pas lui dir ' Tais Toi ' !!!!'
Ho fatto un piccolo innocente plagio, stravolgendo la piccantissima 'Daniela' degli Elmer food beat-. Chi conosce il francese legga il nome della band velocemente- non oso tradurlo.

Esistono due correnti bellucciane: una pro,l'altra contro.

Bellissima, bastano i suoi sguardi, le sue movenze: quella pro, ovviamente molto maschile e, ho notato, molto gay.

Una bambolona senza talento, incapace di recitare, viva chi la imita senza pietà, dandole della ottusa svenevole :un po' di invidia, soprattutto femminile.

Non credo affatto che la Bellucci sia una stupida; certamente è una donna sana che ha avuto la lungimiranza di fare del suo corpo un luogo di culto.
Peccando forse di presunzione nel voler accedere a qualche stanza segreta facilmente aggirabile.

S' ' I  fossi omo, la vorrei nel letto.
Perché Monica è proprio la femmina, la Madonna, è Maddalena e Salomè.

E' un inno al creato che si snoda in un erotismo casto e desideroso.
Vorrei essere uomo per sentirmi resistere da lei.

Ricordo quel bellissimo spot in cui, cambiandosi dietro ad un lenzuolo, faceva impazzire il pescatore  che mordeva il polpo vivo.

Ecco l'effetto delle donne come Monicà, anche se lei ne rappresenta l'esemplare divino.
Il suo ruolo è quello di esistere, il suo corpo deve solo muoversi, gli occhi guardare, la bocca deve schiudersi.

Chi lo sostiene ha pienamente ragione.

Monicà è una voluttuosa preda rapace, la sua bocca richiama ad una lascivia sottomessa, affamata, triste, come lo sguardo serio e dolcemente garbato.
E' una rivelazione femminile, senza dimenticare che Monica Bellucci non ha mutato niente nel suo corpo.
Gli anni si sono cosparsi su di lei come un unguento prodigioso.

La sua figura più matura e più morbida riesce ancora a stupire negli abiti che indossa come
un 'intelaiatura, da cui è lei ad apparire, non il contrario, come accade a molte altre bellissime, oscurate dalle opere degli stilisti.

Il suo esordio al cinema  è nel film 'La riffa' in cui mette consapevolmente il suo corpo all'asta per una cifra da capogiro piuttosto che cedere ai ricatti sessuali in cambio di poco.
E' doppiata da Laura Boccanera, voce di Jodie Foster, Winona Ryder e molte altre.
Segue 'Dracula di Bram Stoker' di Coppola, un ruolo frammento in cui è una delle tre spose-sorelle di Dracula.
Tre modelle bellissime, eppure l'unica che tutti ricordano compiere una serie di delizie sessuali  sul corpo di Reeves è Monica Bellucci.
Quindi  esordio in doppiaggio e a seguire  scena fantasy molto eccitante ma muta.

Se Monicà avesse accettato di essere sempre doppiata credo che nessuno si sarebbe accanito su di lei con imitazioni e critiche feroci.

Molte attrici lo hanno fatto, incluse  Mangano e  Loren, doppiate da Lydia Simoneschi in alcuni film.
Perché tanto è bello e naturale il suo corpo tanto è artefatta e sfiduciata la sua dizione.

L'impressione che si ha è quella di qualcuno che si sforzi a parlare una lingua non sua e che abbia pure un auricolare nascosto da cui le vengano suggerite le battute.

In Italia non esiste la buona abitudine di passare i film in lingua originale, ecco il perché nessuno ha familiarità con l'inglese né tantomeno con altre lingue, avrebbe potuto più umilmente ricorrere al doppiaggio.

L'ho sentita recitare in francese ed in inglese ed è infatti più tollerabile, perché si da per scontato che il suo accento sia 'viziato'.
Ma in italiano il risultato è angosciante, tutte quelle erre roteanti, le doppie scandite....si arriva ad immaginare la punteggiatura durante le sue battute.

Oppure è accaduto spesso che in un film Monica pronunciasse forse cento suoni, sospiri inclusi.

E per quanto riguarda le interviste dove non è previsto il doppiaggio?
Forse una dose più consistente di spontaneità, concedendosi anche qualche caduta grammaticale, le sarebbe stata senz'altro perdonata, considerato il livello medio delle nostre attrici e l'impossibilità di competerle in bellezza.

Il  fatto che non sia riuscita ad assorbire quella nonchalance e disinvoltura birichina e altera delle francesi è un vero peccato.
Peggio che si sia ostinata a rifiutare il doppiaggio, considerando la concentrazione esigua delle sue battute.

Però resta un fatto: après BB dieu crée Monicà'..






domenica 23 marzo 2014

'Mamma Ursa'

Nel 1981 mi trascinarono a vedere quello che io ritenevo essere un noiosissimo film in bianco e nero, 'The elephant man', di David Lynch.
La storia di Merrick ( un irriconoscibile John Hurt, l'Olivander costruttore di bacchette magiche di Harry Potter) , l'uomo elefante, strappato dai carrozzoni  dal dottor Trevis-Anthony Hopkins.
Accolto in ospedale, dopo le prime -umane- reazioni nei confronti della sua deformità,  Merrick viene accettato, accudito ed amato.
La deliziosa attrice miss Kendal lo invita ad una pantomima de 'Il Gatto con gli stivali', gli regala un'edizione di Romeo e Giulietta, Merrick sente battere il suo cuore.
La storia ha un finale a sfumature tragiche e disinteressatamente toccanti, nessuna intellettualità ma soltanto sentimenti vibranti che  coinvolgono fino alle lacrime.

Ma parliamo di Merrick.
Nasce deforme, afflitto da quella che viene chiamata la sindrome di Proteo.

A pochi anni, si procura una frattura ad una gamba, la famiglia è estremamente povera e non esistono  possibilità di cure ,cosicchè resta ulteriormente offeso.
La madre muore quando il piccolo ha undici anni.
Il padre si risposa e come da cliché la matrigna non vuole il mostro in casa, costringe il padre ad abbandonare il piccolo Joseph ad una carovana che porta in giro per l'Europa quelli che un tempo venivano definite 'attrazioni'  : nani, donne barbute, ipertricotici, giganti, pineheads ; tra questi il povero Merrick, portatore della più  imponente deformazione, si ritrova ad esibirsi  tra le risate sguaiate e la cattiveria profana del pubblico.
Mi sembra già abbastanza, non vorrei andando oltre, rovinare la trama del film per chi non lo avesse mai visto.
Adesso, mi chiedo come sia possibile che oltre due secoli dopo gli accadimenti di Merrick debbano esistere ancora dei 'freaks' shows.
Non mi riferisco a chi  si trasforma in gatto o in coguaro, nè alle donne che si fanno impiantare i canini del conte Vlad (grazie Twilight).
 Né a chi rischia di provocarsi una commozione cranica spaccando un centinaio di cocomeri o a chi decida di ingoiare serpi e scorpioni... se penso al barone Cosimo Piovasco di Rondò  che salì sull'elce senza  più tornare a terra per il famoso piatto di lumache!

Questi sono esseri dotati di una corporatura sana, non esprimo giudizio sulla mente, non essendone in grado, che scelgono di diventare attrazioni mutando il proprio aspetto o compiendo sfide da luna park.
Un 'imbarbarimento del Guinness dei primati, il manuale 'accademico' nato da un 'idea di Sir Beaver, durante una battuta di caccia alla volpe in Irlanda .
Beaver osservò e fece notare agli altri partecipanti la velocità straordinaria di alcuni pivieri dorati, una specie d'uccello migratore appartenente alla famiglia dei trampolieri.
Da qui inizio tutto, incluso qualche inserimento di primati fisici, come quello dell'uomo più alto.
Una reminescenza dickensiana dei taccuini del circolo Picwick.

Ed eccoci a Mamma Ursa.
E' una sera di inverno.
Dal palinsesto di rete 4 ,una sostituzione dell'ultimo minuto: non trasmetteranno 'Programmato per uccidere' con Steven Seagal, ma una pellicola desueta anni 80 del regista di Twin Peaks.
Barbara è sveglia, immersa tra i quotidiani ,  i Chi e i  Di più di Sandro Mayer.
Ha appena ultimato tre lunghissime telefonate: Guendalina del Gf, Raffaello Tonon delle televendite e Alessandra Mussolini , ubriaca fradicia dopo aver visto 'La baia di Napoli' con zia Sofia.
Estenuante.
La tv accesa inizia ad attrarla verso di sé come la bambina di Poltergeist.
Mamma Ursa si immerge nella storia come Corona si immergeva nelle chine dei tatuaggi.
Eureka.
Qui c'è tutto: malformazione, povertà, matrigna, abbandono, benefattore.
E' la ricetta perfetta.
Parte all'attacco, mettendo da parte tutte le morti sospette, le fuitine, le stragi erodèe di innocenti, uxoricidi , chirurgia plastica sì o no, matrimoni dei tronisti e gieffini, le depressioni della pupa e il riscatto del secchione.

Prova ad  accaparrarsi  il copyright  per un rifacimento di 'The elephant man'- in cui  già prefigura  qualche suo, come dice? ' supergnoccolone', nel ruolo di Trevis -Hopkins, mentre tutti i personaggi femminili sarebbero stati perfetti per le ospiti o le opinioniste del salotto di Pomeriggio 5 o dell'altro di' Domenica maledetta domenica ' .
Casting aperto per il ruolo di Merrick, ma Platinette potrebbe avere  più chances di Signorini.
Ma Lynch è  introvabile, da qualche parte a meditare.
Scoperto che il regista si trova in una fattoria in Manciuria, a qualche miglio dal fiume nero,
 telefona all'ex Cavaliere, pregandolo di parlare con Putin per un 'intercessione.
Pare si sia sfiorato un nuovo conflitto sino-sovietico, a causa del rifiuto delle autorità cinesi di rivelare il rifugio spirituale di Lynch.


Allora si mette alla ricerca di qualche discendente di Merrick o del dottor Trevis ma gli inglesi ci considerano un po' troppo vistosi e uterini, soprattutto nel parlare, ed alzano un muro su questa vicenda patriottica che commosse l'austera corte quella di Queen Victoria.
In effetti una storia così a lei non è mai capitata per le mani.
Eppure ne ha avute di 'bbbrutte,bbbrutte,bbbrutte', da raccontare la cara Mamma Ursa.
Dal papilloma virus -le creste di gallo- di una del grande fratello, che diceva di avere avuto 'un tumore', ai numerosi infiniti collegamenti con sfregiati, violentati, schiacciati, affogati, aiutati e salvati ,da lei, la Mamma Ursa, proprio come  Trevis con Merrick.
Un 'occasione da non perdere quindi è lo sfoggio della sua umanità allo show dei record.
La vediamo abbracciare l'uomo affetto da ipertricosi, accarezzarne la peluria, con la stessa dolcezza con cui si può grattare la testa al proprio cagnolino.
Anzi si spinge oltre,la beneamata e magnanima Mamma Ursa: lo bacia, bacia quella 'facciotta così carina' .( parole sue ).
Niente a che vedere con la conturbante intima  attrazione di Diane Arbus, la donna che adattava la sua vita e l'obbiettivo alla scena,  per il nano Cha Cha Cha o per il gigante barbuto.
Mamma Ursa ci balla il can can in quella caciara che è quest'esibizione di esseri umani che, purtroppo, sono geneticamente difformi e molti, né vivono una vita fisiologicamente normale né vivranno a lungo.
Quindi c'è da inorridire quando vediamo le sue effusioni con l'uomo più piccolo del mondo,che Mamma Ursa fa entrare in studio vestito da Spadino,il nipote di Fonzie,microscopizzato.
 E ovviamente, lui le rivela il suo amore, perchè tutti amano Mamma Ursa.
Quando sorvolo su canale cinque alla sua ora  si accende il mio lato sadomasochista anzi voyeuristico: come una mia tata, vecchietta e vedova, che sorpresa a vedere i filmini con Edwige e Montagnani rispondeva '' Eh vò proprio vedere fino a che punto arivino!!!''
Ugualmente, io con Ursa  non posso fare a meno di guardare, per una decina di minuti.
Finchè non vengo colta da una sorta di orticaria nervosa.
I suoi canovacci-bollettini di guerra, il suo rivolgersi a se stessa in terza persona 'la D'Urso', come il nostro ex rais ed ex cavaliere.
 quando finge stupore sentendo parlare di iniezioni, tagli e liftate dei chirurghi: Mamma Ursa ti ho visto spesso in estate a Forte con Daniela, sembravate Nefertiti e Tutankamon col cappello da cowboy.
Poi penso a chi osserva.
E' pomeriggio.
I bambini stanno davanti alla tv e mi sgomento a pensare che la censura in Italia continui ad essere
un'altra
I programmi della D'Urso dovrebbero avere il bollino rosso, neppure quello giallo.
Sono porno, sono la rappresentazione  e la messa in vendita esplicita di disgrazie.
E nel nostro paese, rendiamoci conto dunque quale sia il nostro grado di civiltà, la censura continua ad essere un'altra.
Quella che non svela le tenerezze di Brokeback Mountain, il triste epilogo di nonno Alfredo con la bimbetta nella stalla, lo stupro di massa di Cane di Paglia.
Per non parlare de L'Impero dei sensi o di Ultimo tango a Parigi.
Facciamo così: perchè non facciamo un bel ritocco alla  manina della Venere di Tiziano  ?
E lasciamo nelle edicole i calendari della velina di turno e via libera anche a quella pubblicità dove si fa l'amore con il sapore.
Anche Tonino voce bianca capirebbe l'allusione a quei tartufini di cioccolato.

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Nel frattempo, oggi è domenica.
Il giorno che chi non va in pellegrinaggio a Lourdes, si metterà in poltrona, riflettendo se con l'aiuto di Barbara e dei  suoi collaboratori,- forse qualche discendente di Josef Mengele e Pietro Koch- non riuscirà a risolvere questo o quel problema.
Tanto vale provarci...ma meglio essere ben preparati per la selezione.
Forse è il caso di spaccarsi il setto nasale, tramortire il marito, sfigurare il gatto con l'acido e dare fuoco alla casa, o cambiare sequenze, l'importante che dalle macerie ne esca una nuova corte dei miracoli.