martedì 24 giugno 2014

' Zero Tituli '

Non sono un 'esperta di calcio, ma non credo che Mario Balotelli sia un fuoriclasse.
Tantomeno che sia un giocatore generoso, uno che si impegna, come Andrea Pirlo, che a 34 anni fa ancora molto bene il suo lavoro.
Se la nazionale di calcio fosse una banda di rapinatori, Balotelli sarebbe quello che fa saltare la cassaforte nel caveau...quando ci riesce, perché mi pare che anche stavolta ci siamo ritrovati con Capannelle  che mangia  pasta e ceci.
Tutti a casa, grazie ad un maestro che è in conclamata andropausa - vedere il recente sdolcinato servizio  del Mister con  super fidanzata su Vanity Fair e leggere la patetica intervista- e che confidava nel fenomeno Balotelli : mister, i fenomeni, consideri la completa accezione del termine, molto spesso sono catastrofi.



giovedì 19 giugno 2014

' ET GIRL'

Alexa, Cara, Poppy e compagne...avete fatto il vostro tempo.
Adesso arrivano le 'ET girls' e tremate pure, perché abbiamo capacità extraterrestri.
Di certo, sappiamo usare il vecchio telefono a disco.


martedì 20 maggio 2014

'Lucarelli...chi era costei? '

A dì 19 maggio 2014 ossia ieri.
Scoperta importante: la pagina di Selvaggia Lucarelli.
Casualmente mi imbatto in un post di un amico, una persona che reputo piuttosto intelligente, che si scaglia contro Selvaggia per alcuni suoi commenti su Gabriele Muccino.
La Lucarelli, bref, da dell'incompetente al regista, giudicando i suoi film 'fatti male' così come i suoi attori, Accorsi, privo di talento.
Replica di Muccino, schietta e molto signorile.
Ma fossi stata nei suoi panni, non mi sarei premurata a rispondere, perché così facendo, caro Muccino, hai fatto il gioco di questa mediocrità volgarotta che non può altro che vantarsi di un fatto: aver saputo elargirsi in modo costruttivo e per questo le dico 'bravoo!'.
Io che sono una Mrs. Doe qualsiasi  posso invece permettermi di caricare il moschetto.
Sbircio nella sua pagina.
Però, la signora ha un seguito di tutto rispetto.
Mi capitano sott'occhio due post.
Il primo mostra una foto di Angelina Jolie -volutamente maculata da Photoshop e involontariamente bellissima come sempre- con questo grazioso commento: ''Al gabbio subito truccatore e nutrizionista della Jolie. Datele un piumino e un panino con la mortazza, ve prego.''
Cara Loca, no, Leca, no scusi , Lucarelli, l'invidia è una brutta bestia contro cui lottare ed è per questo che quelle come lei riescono ad adunare eserciti di povere illuse che si confortano nei defaults altrui.
La signora 'Maleficent', oltre ad essere stata dispensata del dono della bellezza e della grazia dalle sue fatine madrine, ha ricevuto anche quello di avere una grande capacità nel crearsi un ruolo di tutto rispetto  nel mondo dello spettacolo e non solo.
Mentre lei, LOcarelli, va al compleanno dei gieffini e la sua è una vita da sciogno - se la gratifica postare foto di messaggi dove un fan le chiede di incontrarla alla Feltrinelli- probabilmente la Jolie deve districarsi  tra red carpet, conferenze alle nazioni unite come membro di UNHCR e del council on foreign relation. 
Forse lei staserà signora sarà immortalata con Barbara D'urso , mentre Angelina lo scheletro lo sarà con Michelle Obama.
Forse lei ha dovuto trascorrere svariate notti selvagge per avere un posto al sole come partecipante de 'La Fattoria':(no, non la trasposizione dell'opera di Orwell,  ma uno dei tanti reality dove finiscono come in un magazzino o in un bazar in contovendita le meteore cadute da tempo o le stelline di cui nessuno si ricorda il nome, finchè magari non sposino un loro simile e possano tornare dalla D'urso o non impalmino un traffichino della finanza o calciatore).
Mentre Angelina, premio Oscar all'attivo, figlia di altro premio Oscar, starà in casa con  Brad Pitt, perché mai dovrebbe invidiarla?
In fondo, signora Locatelli, lei ha un CV  di tutto rispetto: ha lavorato in teatro col suo compagno, Max Giusti e poi ha fatto ' La Fattoria'.
In fondo il suo ex marito è Laerte Pappalardo e suo suocero Adriano sempre Pappalardo.
Angelina, ha avuto due mariti, uno il Sick Boy di Trainspotting, poi Billy Bob. E vive da dieci anni con Pitt, ha case in tutto il mondo, ha lavorato con Clint Eastwood, De Niro, Oliver Stone e ci metterei le chiappe che anche Malefica le abbia riservato un dono a sorpresa.
E per finire, signora Lucaroni, se Angelina ha bisogno di mortazza, lei forse avrebbe bisogno di mangiare dosi massicce di pane e umiltà.
E qui mi ricollego ad un suo secondo post che ho letto, quello sui commessi di Sephora e la ricerca del suo fondotinta...guarda cosa mi tocca scrivere.
Visto che si atteggia a cosmopolita e detta regole, le sue, mi chiedo cosa fa quando va in un paese dove i commessi campano a principalmente a provvigione, oltre ad avere il minimo sindacale?
Entra da Saks o Macy's  scacciando le commesse con il DDT?
Magari esistesse lo stesso sistema in Italia, dove i commessi hanno l'abitudine di non fare nessun sforzo, se ne stanno inchiodati al loro sgabello, sbiascicando gomme e smanettando col cellulare.
E se entri ed esci subito sono ancora più contenti.
Capisco che tra l'appuntamento con la petineuse del GF e la presentazione della collezione di Valeria Marini il suo tempo sia oro che cola, ma allora non vada da Sephora.
Le consiglio una profumeria a Forte dei Marmi, una gioielleria della crema: con i cento euro -scritto da lei-spesi forse riesce a comperare un buon dentifricio e le verranno offerti i campioncini, di cui si lamentava non aver avuto omaggio.
Dopo questa piccola espansione, evidentemente contagiata dalle nuvolette verdi che lascia sulla sua pagina come una puzzola, la mia domanda resta sempre la stessa: ma lei chi è?
Cercherò di capirlo, rivedendo un film di Muccino, ammirando la bellezza della Jolie ed essendo educata con i commessi che fanno bene il loro lavoro.
Lei può continuare a mostrare le mammelle e a nutrirsi di mortazza, credo che rimarrà sempre una donnetta qualunque. 
Il problema è che il Nulla, come nel film 'The Never Ending Story', si espande divorando il poco di buono che è rimasto.
Finchè non rimarranno altro che fondotinta, cattiverie e mortazza.

lunedì 12 maggio 2014

'Berlusconi e il più grande reality del mondo'

 Il  Grande Fratello ha lanciato un trend che si è diffuso come una micosi fungoide.
I talent shows non si contano, ormai, l'occhio indiscreto rotea tra tate e pannolini, ginnaste incinte, predatori di fantasmi e maratone di resistenze sessuali, verbali ,alcooliche e quant'altro (si chiama jeoffrey shore, ma dovrebbe esistere?) e chi più ne ha più ne metta.
Adesso invece qualcosa di grandioso, qualcosa che se il Truman show fosse davvero esistito sarebbe stato una piccolezza.
Non chiedetemi come abbia saputo che Angela Merkel, Hollande, Obama e perfino Elizabeth II, nota per la sua scarsa prodigalità, abbiano indetto una colletta per realizzare il più grande reality del mondo.
Convocati  tra i più celebri James Cameron, l'intero team effetti speciali della Pixar, Renzo Piano, Therry Farrel, i due inseparabili Ferretti, Rick Backer e Richard Taylor, non confermata la risposta alla chiamata del clone di Einstein che lavora nell'area 51.
Un inaudito squadrone di geni, incluso Aladino, dimenticavo, per portare al termine questo progetto.

Nonostante i grandi nomi, la sceneggiatura viene affidata a lui, al dottor stranamore, al più grande trafficante di diritto e scappatoie, anch'egli parte del cast: Niccolò Ghedini.
Ecco la trama.
Berlusconi..no,sembra l'inizio di una barzelletta.

Silvio viene convinto da Francesca Pascale a farsi incidere sull'arcata dentale superiore 'Io sto con Silvio'.
Per l'intervento di chirurgia odontoiatrica, convocato il dottor Szell-vi ricordate 'Il Maratoneta'?.

Szell esiste ed è vivo e vegeto in una azienda agricola nel cantone di Uri segnalatali da Razzi.
Silvio si sdraia sulla poltrona, nell'ambulatorio riservato ai brunetta e ai bambini.
'E' sicuro?' -gli ripete Szell, col suo graffiante accento tedesco travestito da Schweizerdeutsch.
'Certo che lo sono! Nessuno saprà resistermi, dottor Seller...'

Szell  però, prima di procedere con l'incisione consiglia all'ex premier una revisione della protesi dentaria, che da tempo lo fa parlare come uno degli attori di amore tossico.

'Ekko kalko.Strinka pene forte'.

Silvio per un attimo esita, (Strinka pene?), ma poi si rassicura vedendo Szell preparlo all'introduzione di un simil bite.
Ecco, il morso di Biancaneve.
In un attimo cade in un sonno profondo.
Tutto è pronto, intanto.
Ci sono dei disaccordi tra Vangelis ed Apicella : dovrebbero comporre la colonna sonora a quattro mani, ma il bardo de Napule minaccia ritorsioni e la spunta aggiudicandosi l'esclusiva.
Il più grande reality del mondo può cominciare.
Silvio si sveglia,dopo circa una settimana, il tempo necessario a Ghedini per le ultime prove orchestrali.
Ma quella non è casa sua.
Al capezzale, in abito scuro simil talare ambrosiana, l'espressione assorta, lui, Ghedini.
Silvio sobbalza.
'Niccolò? Ma cosa succede? Dove sono e perchèèè sei vestito così?'.
Ghedini gli sorride con accorata fedeltà.
'Ecco,Silvio, guarda dove sei.'
E avvicinandosi alle pesanti tende di velluto cremisi, con la mano cadaverica le scosta e con un gesto plateale le spalanca.
Silvio trasale.
'Ma siamo in collina? '
'Silvio,alzati su.'- Ghedini gli porge due babbucce inviategli da Briatore.

Silvio si alza, trascinandosi ancora un po' intontito verso la finestra.
'Guarda, guarda il cortile'.
Silvio si affaccia timidamente alla finestra.
'Ma cosa sono quelle là?  Trapeziste?'.
'No , Silvio; sono  la Boccassini e le altre giudici donne, femministe e comuniste che ti hanno perseguitato: le abbiamo crocefisse a testa in giu'.
Silvio spalanca gli occhi.
Ancora non capisce ed è qui che Ghedini svela la sua occulta capacità di recitazione.
' Vieni Silvio, siediti, faccio portare un buon caffè ; ti andrebbe anche un massaggio ai piedi ? Sei stato a letto a lungo, devi riattivare la circolazione'.
Con la mano tira un grande cordone intrecciato.

Poco dopo entra una donna grassoccia, vestita da mamy, con un vassoio .
'Presidente, bongiorno. Ecco il su' caffè: mi raccomando, bruscia un pohetto, stia attento'.
Gli serve il caffè, poi gli prende timidamente la mano e gliela bacia.
'Perdonatemi, presidente, so che potete farlo'.
E ad un cenno della mano di Ghedini esce dopo essersi inchinata.
'Ma quella è ?? E' lei, quèlla della barzellètta?'.-chiede Silvio.
'Ebbene si. Rosy Bindi è la tua cameriera personale'.
'Cazzo Niccolò, ma una un po' più figa no? Dai, schèèèrzo, va benissimo, le fighe le troviamo su internet'.

Non ha il tempo di riprendersi dallo stupore che annunziata da un rapido batter di porta, entra un'altra figura femminile, in camice bianco.
'Presidente buongiorno, vediamo questi piedini malandati, faccia vedere su a Lucia, non faccia il timido'.
Ghedini raggela la donna con lo sguardo.
'Niente confidenze. Il presidente ne ha abusato in passato e ne ha pagato caro i risultati'.
La donna annuisce.
Dopo aver fatto un esame dei piedi, giornalisticamente annunzia:
'Pedicure curativo, sono presenti callosità, vari occhi di pernice, forse per i tacchi ed consigliato un massaggio drenante due volte al giorno...poi se vuole, Presidente, dopo facciamo un bel french oppure un gel, eh?'.
'Grazie, il french piace molto a Francesca, lo ha fatto anche Dudù'.
La donna annuisce, si inchina ed esce.

'Niccolò,'- chiede Silvio in preda ad un panico felice-' Ma cosa sta succedendo? L 'Annunziata mi fa il pedicure?'.

'Il popolo, Silvio, il popolo sovrano ti ha liberato. C'è stata una sommossa, hanno messo a ferro e fuoco tutte le sedi dei partiti, hanno oscurato i blog,  i twit,  hanno preso d'assalto  i tribunali, i centri sociali, fustigato  i ribelli, seviziato i no tav, sono cadute teste come ai tempi della rivoluzione francese'.
'Eh, teste di cazzo, mi auguro'- risponde Silvio, che sta ritrovando vigore ed ironia.

'Guarda, vedi quel vecchietto che pettina il prato col pettinino da pidocchi? Lo riconosci?'.
'Ma è Di Pietro, perbacco!'.
'E l'altro che lucida la ringhiera con l'argentil, vedi chi è?. '
'Ostia, ma è quel coglione di Grillo!'Invece, quel piccoletto che sta dando ordine a tutti...ma è Renato!''.

'Sì ,capo di stato maggiore della difesa'.conferma Ghedini.
'Ma guarda, avevo sempre pensato a lui in questo ruolo. Ma chi è quello che pulisce a mani nude le cagate di cavallo? Dategli dei guanti!'.
'Se vuoi, Silvio. Non lo riconosci? Guardalo bene'.
E Ghedini gli passa un piccolo binocolo da opera.
L'espressione di Silvio muta in un ghigno.
'Eh eh ,bravo Niccolò...lascialo senza guanti e trovagli una paletta per staccare i chewing gum dall'ingresso, al caro Angelino'.
In quel momento, un tocchettio alla porta.
'Entrate'- dice Ghedini.
Uno ad uno , in fila indiana, con le braccia protese, entrano Dell'Utri, Previti, Paolo (Berlusconi), Scajola, lo stesso Brunetta su un pony, Carfagna, Santanchè che per l'occasione si è fatta un altro lifting tanto che pare abbia volato sull'ala di un jumbo da New York a Roma , Stefania Craxi e, scortato da quattro picciotti, Zu Tanu III, direttamente da Bogotá.

'Ma che gioia avervi qui!!Allora festa? Allora bunga bunga come ai vecchi tempi ? Le ragazze spero le abbiate chieste a Vladimir: dòpo l'uso, si autodistruggono, non voglio mica altri casini''.

Tutti gli si stringono attorno e Ghedini ordina al telefono interno di organizzare un piccolo rinfresco nella stanza del convalescente.

'Ma Marina e Piersilvio?'-chiede l'ex premier accorgendosi dell'assenza dei figli maggiori.
'Lei è in un 'isoletta privata con Francesca. Lui è con Manuel Casella a Stromboli'-
'Che bravi. La Francesca ama molto Marina e il Piersilvio e il Manuel sono una bellissima coppia'.

Entrano tre camerieri, che Silvio riconosce come Pierferdi, Fini e Vendola  senza orecchino., Sorridendo si alza e inizia  a camminare per la stanza.
' Socmel che male!'.
Silvio si guarda attorno, ma gli altri stanno chiacchierando tranquilli vicino alla finestra.
'Ci vuole un po' a cambiare morfologia, non siam mica camaleonti, qui!'.
Il premier non riece a capire la provenienza della voce, che peraltro gli suona familiare.
Ghedini sente e lo raggiunge .
Con una punta del calzare morbido preme con forza sadica sul tappeto.
Ancora un grido.
Silvio guarda in terra e solo allora riconosce Bersani, travestito da giaguaro, spalmato sul pavimento.

'Ma dammi il cinque, Niccolò! Questa è la giornata più bella della mia vita...'-.
Poi si guarda attorno un po' perplesso.
'Però Niccolò, scusa, scusate amici:ma cos'è questa? La suite di un hotel in Lituania? Mi ricorda qualcosa, ma non ho ancora capito dove cazzo sono!-esclama ridendo.
Tutti ridono e in coro:
'Sei al Quirinale!!!''.
Silvio volge lo sguardo a Ghedini, che annuisce.
'Si Silvio, non sei più presidente, ma sei Il Presidente della Repubblica Italiana, che adesso è tua anche sulla carta'.
Un grande applauso.
'Non posso-crederci.Vera-mente questa- è-  la più bella sor-presa dopo la sco-perta del cialis' .
E mentre Ghedini e gli altri continuano la festa, Silvio osserva dalla finestra; in lontananza intravede qualcosa.
Prende il piccolo binocolo.

Aldilà del Tevere biondo, una cupola maestosa, un loggiato imponente, la piazza gremita di folla ed un omino, piccolo piccolo  affacciato ad una grande finestra.
'Niccolò, stella, cos'è quel mare di gente? '.
Ghedini volge lo sguardo ad una delle migliaia di telecamere nascoste: una goccia di sudore, una stilla di traspirazione acida umana.
'E' il papa'.
Silvio guarda ancora.
'Una bella folla! Ma dimmi, Niccolò:  in alcuni paesi il presidente non è anche capo della chiesa?'.
Ghedini si inghiottisce mezza lingua: oddio adesso bisogna cambiare copione.
'Sì'- dice con un filo di voce.
'Interessante'-risponde Silvio, 'Una bella sopraelevata e via'.
E dopo aver dato una pacca sulla spalla al fedele avvocato, torna dagli amici.
Ghedini si sistema il colletto inamidato. Poi pensa, in fondo un papa re, si può fare.Tanto pagheranno gli italiani.

domenica 27 aprile 2014

'I Magnifici Cornuti'

Pare che Freud, Jung e anche il mio preferito, Otto Gross, abbiano elargito  tempo all'osservazione del mondo animale, che avrebbe trovato poi il suo più grande esploratore nel loro compatriota Konrad Lorenz, nato successivamente e troppo giovane per potersi involvere con i tre psicanilisti.
Già Aristotele e successivamente Plinio il Vecchio avevano rilevato che il comportamento animale  contenesse dei parallelismi con quello umano.
 In seguito i bestiari medievali -tralasciandone la doverosità morale e i suggerimenti biblici-  avevano regalato una descrizione metaforica, e non solo, del mondo animale : dal leone, rappresentazione del  Cristo animale, al leopardo, ai rettili e ungulati, e delle creature mitologiche, come draghi, grifoni, unicorni.
Naturalmente, questi testi, più apprezzati per la bellezza delle miniature che per i contenuti, possiedono soprattutto elementi di superstizione, legati all'oscurità della foresta e ai pericoli che si presentavano sotto le sembianze dei suoi dimoranti  selvaggi.
L'osservazione del mondo animale è comunque -come osservò il grande Lorenz- uno studio più che complementare della natura umana.
Noi li chiamiamo animali, loro non sappiamo come ci chiamano: certamente i miei gatti dopo una settimana senza cibo umido mi chiameranno' Xcfghtrub!!!', che nel loro codice significa 'grandissima stronza'.
Ma parliamo dei cornuti.
L'origine del termine è contradditoria:c'è  chi parla di un imperatore bizantino che quando desiderava una donna ( un po' come l'ius primae noctis) ne faceva imprigionare il marito, poi,  dopo averla avuta, lasciava trofei in segno di disprezzo, fra cui  alcuni con grandi corna.
Chi racconta degli Arabi in Sicilia che, durante le  battute al cervo, chiedevano ospitalità ai campagnoli, un full board particolare che includeva la mugghiera...e che per ringraziare lasciassero alcuni dei loro trofei di caccia.
C'è chi dice che la capra femmina sia particolarmente zoccola e che il termine derivi da 'becco' ,il maschio della caprettina smaniosa ( mi sovviene una posizione tipica per le cosiddette 'quickers' ).
 Esistono molti animali  con le corna- dalla timida lumaca che sa bene come dissimularle al crotalo cornuto che se ne cruccia,alla mucca che non se ne cura,  allo stambecco che si sfoga col movimento; quindi, esistono i cornuti maestosi, quelli e quelle che come i cervi nobili arrivano ad abbelire le proprie corna, così per chi è al corrente, diventano una vera opera d'arte, come il cervo che appare a De Niro al suo rientro dal Vietnam.
Osservando questa specie animale, notiamo una differenza tra il cornuto maschio e la femmina, che  la natura ha reso priva di corna nei cervi, ma non per questo meno magnifica.
Il maschio è felice, soddisfatto, come se avesse ricevuto dal mondo intero un expertise  per l'autenticità della regale corona di cui in realtà non sa nulla.
L'atteggiamento tipico  di un Sansone che abbia una ramificazione regale sopra la già mitica chioma.
Sono splendidi, i magnifici maschi, allegri e pieni di sorrisi, fedeli e adoranti e come il vero cervo nobile si adornano le corna per attrarre l'attenzione dell'adorata compagna verso la quale non nutrono il minimo sospetto.
Probabilmente se la trovassero  incorniciata tra una parete di roccia e le zampe anteriori e posteriori di un altro cervo, penserebbero che ne stia preventivamente valutando la solidità con l'aiuto di un buon amico.
Altra costante del magnifico maschio è quella di aver quel copricapo imperiale grazie all'amico del cuore, o un cognato, o in casi storici, il proprio fratello,padre,figlio (vedi Carla Bruni con Enthoven )
La fortuna di questo esemplare è quella di vivere, molto spesso, in questa condizione di beata narcolessia per tutta la durata del suo matrimonio o unione, a meno che non arrivi un De Niro meno compassionevole e che decida di far partire 'un colpo solo'.
Diversa è la magnifica femmina, che per l'appunto non ha evidenti ramificazioni ossee.
Al contrario del 'cornutone -che pè stà via mò te ne vai' come cantavano i grandi Squallor- la femmina racchiude in sé un 'aggressività motoria e verbale, oltre ad un 'altezzosità  genere Queen Elizabeth II e diva  sul tappeto rosso.
La bellicosità è sia  innata che situazionista.
La magnifica cornuta simula con un 'autoaffermazione sfrenata, mascherando la frustrazione e l'insicurezza con ostilità fisica nell'atteggiamento, e con una serie di azioni atte a nascondere la reale componente del comportamento, dettata appunto da dubbio ed incertezza, di qui il tentativo di alterigia, di cercare di sollevarsi al di sopra delle altre.
Eccola quindi poco sorridente al contrario del magnifico maschio,  combattere contro la continua presenza dei nemici.
Attenta osservatrice, rinuncia ai piaceri della vita per opporre il proprio controllo e mostrarsi regalmente superiore , neutralizzando il possibile avvicinamento di una situazione ostile.
La sua femminilità può trasformarsi in quella di John Wayne quando l'insIcurezza è ridestata e portata al massimo della tensione per l'avvicinarsi di una o più femmine che sono carne e sangue da eliminare.
Ed è allora che la magnifica cornuta si rende parente del maschio, con una differenza: il bramito del maschio è una risata, quello della femmina un urlo.
Una buona cosa sarebbe se i due magnifici si incontrassero, ma è impossibile: sono due rette parallele, due destini paralleli.L'immaginaria coppia perfetta che non può esistere perché la natura è tanto perfida ma giusta da non consentirlo.
E io quale animale cornuto sarei?
Perché quasi tutti ce le abbiamo e in molti le abbiamo fatte, anche chi ha deciso di accoppiarsi con un 'entità superiore non è detto sia dispensabile né dispensato dalle corna.
Probabilmente sono stata, sono e sarò una vongola, che allunga le antenne sottili quando avverte odore di salto in padella.
Certamente preferisco  una cospicua quantità di corna vere, fisiche, laboriose ad un solo , piccolo infinitesimale pensiero adultero, lasciato in sospeso.
Molto più degradante per chi lo subisce, molto più vile per chi lo compie.




martedì 22 aprile 2014

Che fine ha fatto Anna Karenina ?

''Nella chiesa c'era tutta mosca,tra parenti ed amici.E durante il rito nuziale, nella chiesa illuminata a giorno,fra le donne adornate,le fanciulle e gli uomini in frac e cravatta bianca e in uniforme,non veniva mai meno un discorrere convenientemente sommesso...'' 
Questo veniva descritto da Tolstoy e pubblicato nel 1877.
Anna Karenina, la storia dell'amore tormentato della donna sposata che lascia la famiglia e si perde nello scandalo.
Ma innanzitutto la relazione dettagliata e genialmente cinematografica di un mondo che sembra non essere mai esistito.
Quanti anni sono passati? Poco più un secolo e mezzo.
Ma non è reperibile alcuna traccia di quel mondo.
Forse nelle campagne, dove da sempre ha regnato l'ingiustizia  per  sfamarsi e non crepare, per poter continuare a lavorare.
Forse lì esiste una traccia, una reminescenza. La versione più povera della realtà.
Un capovolgimento storico, quello del '17, che ha generato un mondo oscuro, una popolazione impenetrabile, ricchezze incalcolabili sparse a chiazze e buchi di povertà immensa, ed un esercito di robot, non per nulla rabot in russo significa 'lavoro'...

Le sovversioni storiche non si contano, soprattutto quelle in cui sono venuti al potere regimi militari o  comunisti: tralasciando il medio oriente che è una bolla d'aria che scorre nelle arterie di questo pianeta, penso a Cuba, Venezuela, a tutto il blocco assorbito dall'Urss dopo il patto di Varsavia -non cito la Corea del Nord perché ne ha offerto già un 'ampia descrizione il nostro senatore Razzi paragonandola fiscalmente,politicamente e socialmente alla Svizzera verde.
Ora, nutro una particolare simpatia per el Lìder maximo, a lungo in prima linea nelle foreste cubane con il Che.
Forse perché in tutti questi anni Cuba è tuttora una fastidiossima pagliuzza di carciofo conficcata nella gola leviatana del blocco Usa, che se lo merita.
Forse perché è un militare che non ha mai esulato dal suo ruolo, come altri hanno fatto altri 'liberatori fittizi', regime all'esterno,bordello a palazzo.
E perché il suo film preferito è Vatel, e ho trovato straordinario che un uomo come lui, molto austero e licurgico, abbia apprezzato il contrario della sua concezione governativa.
Ad ogni modo, cubani, venezuelani, cechi, ungheresi, polacchi e gli altri popoli che non sto ad elencare che hanno subito una vera e propria sopraffazione istituzionale sono rimasti gli stessi.
Riavuta la libertà,smessa la divisa carceraria si sono rimpossessati della propria .
Ma cosa è stato della Russia di poco più di un secolo fa? Cosa ne è stato dei russi? Chi sono questi che per dileggio comprano non solo squadre di calcio, ma pezzi di mondo per riadattarli alle loro monomanie e fissazioni?
Una su tutte l'ossessione per il nuovo.
Se un russo compra un palazzo veneziano state certi che lo trasformerà in un simil store dell'Ikea, ovviamente con pezzi di modernariato costosissimo.
(L'antique deve essere  contagioso,  trasmette  malattie,  da uno scrittoio Luigi xvi possono uscire tarli e blatte?)

Tra le altre ubbie, la metodicità grigia con cui compiono gli stessi diversivi, attenzione, non parlo di doveri né di lavoro.
Stessi ristoranti,  stesso tavolo, stessi alberghi, stesso vino, stesso ormeggio in rada.

Per non parlare della voracità con cui si affannano ad avere in tavola tutte le portate allo stesso momento.
Tutto, subito e presto, caldo e freddo, insieme, lasciando sulla tavola orrori simili a squadroni  macellati su un campo di battaglia.
E ancora, comperare, comperare ma lasciare tutto intonso, inusato, nuovo.
Comperare per avere.
Il possesso è un orgasmo, l'uso è l'amplesso che si può saltare a piè pari.
E le donne ,bellissime e tristi, incapaci di personalizzarsi se non di riflesso.

Questo novus ordo seclorum  è stato adottato da tutti i russi sparsi nel mondo nelle Little Moscow-dove domina   lusso e nient'altro- e  va a gonfie vele.
Quello che ritengo esilarante è che questi barbari, che si riconoscono come se fossero etichettati, non hanno la minima cognizione di quanto si perdano credendo che le mazzette che esportano li rendano dei nuovi magisteres elegantiae, dei gourmandes, dei raffinati, quando in molti non comprendono la differenza tra vino e succo d'uva col metanolo presentata in bottiglia Sassicaia.
Cosa è possibile perscrutare in questa controrivoluzione?
Dove è finita la dissoluta eleganza de 'il Giocatore' di Dostojevskj?
E l'affabilità russa, che si nutre di bellezza, vita sociale, arte e teatro, soffusamente seduttrice e morbidamente depravata?
Dire 'lavaggio del cervello', come fanno in molti mi pare semplicistico.
Cosa si nasconde antropologicamente dietro questa tristezza ?
Da nulla ad avere tutto, per questo sono diventati sterminatamente infelici ed incapaci di godere della vita?
Perché i russi non sanno vivere il momento, non conoscono il profondo stato di grazia di un tramonto, di una o molte belle donne, di una lunga vacanza, di un nuovo gusto scoperto dal palato.
Sono disperatamente tristi, sempre in attesa del momento successivo.

E mentre ripenso al pranzo di Stepan Arkadic', alla minestra à La Maria Louise, ai minuscoli vol-au-vent, ai due camerieri in cravatta bianca, alla tavola con gli antipasti, sei qualità di vodka e altrettanti formaggi con palettine d'argento, mi viene in mente una bellissima moscovita scesa da una specie di portaerei che, triste come un ciliegio in autunno, bevendo champagne, scavava con le belle unghie lunghe  e finte da una forma di Parmigiano.
Non ho una risposta.









sabato 5 aprile 2014

'Nessun confine'

Il viaggio in solitaria è la massima espressione della nostra libertà individuale.
E' una pagina bianca,  offre l'opportunità di scegliere quali saranno le storie da raccontare.
La mia prima esplorazione  nel 1988 per mezzo del famoso Interail.
Unico aggancio,  un gruppo di svedesi che avevo conosciuto a Verbier .
Ad Amsterdam, con il mio Going , mi ritrovai al Kabul, l'ostello per eccellenza, una vera e propria fumeria di skunk ed altro.
Purtroppo niente armadietti, niente sicurezza per lo zaino.
Così vagando, scopro per caso in un piccolo hotel vicino alla stazione.
Molto modesto, ovvio, ma gestito da un indiano che non potrò mai dimenticare, Poltu : alto come un bambino e con la voce da bambino.
Di fronte al piccolo hotel,una palazzina abitata da studenti olandesi.
La sera ci riunivamo tutti per strada, a bere e a fumare.
A Copenaghen dormii per una settimana nell'appartamento del ragazzo di un 'amica, il palazzo vuoto, le prime notti il sonno un po' inquieto per quell'isolamento sinistro.
 Poi Stoccolma, di cui cito solo un episodio: festa in un country club, con i due amici di Verbier, un terzo e il quarto cui era toccato lo stecchino corto: guidare, quindi non bere.
Oslo con il traghetto delle sbornie e poi il rientro, passando per Amburgo, Acquisgrana e Basilea.
Mi piacque e come la sventurata '' replicai ''.
Adesso non mi capita più di vederne nelle stazioni, ma  ero tra quelli che trovando un bel posto comodo, anche per terra, dove sistemarsi con stuoia e sacco a pelo,  faceva i salti di gioia.
Questo modo  di viaggiare finisce quando determinate situazioni non sono più la normalità ma diventano sacrificio e generano nervosismo.
Fino ad oltre 30 anni mi sono mossa così, concedendomi saltuariamente qualche vizio, una singola in un ostello oppure una notte in un bel resort con tanto di massaggio.
Credo che questo tipo di viaggio ci regali disinvoltura, agilità, anche se talvolta mi rendo conto di aver trasceso in sconsideratezza, tralasciando l'eventualità di situazioni pericolose .
Solo una volta ho avuto paura e per assurdo ero ben locata e ben sicura.
Il viaggio in solitaria esula dalla cristallizzazione nei medesimi ruoli che vengono a crearsi reiterando  medesime destinazioni, dove ogni soggetto ha il suo posto e ruolo definito e immutabile.
Oltremodo si discosta dal viaggio a due, o a tre, in cui di qualsiasi grado sia l'indipendenza stabilita tra i soggetti, esiste comunque un legaccio obbligatorio:se ti ferisci o stai male i tuoi amici o il compagno di viaggio non possono, eticamente, lasciarti solo e viceversa.
La solitudine invece è anche questo ed è un ottimo sistema per imparare a scacciare le mosche dal naso e per lasciare i capricci a casa.
Certo è che la vacanza da singolo è sincrona all'affinarsi ,anzi al rinnovarsi, del nostro fiuto.
Capita di provare un 'engoument' per qualcuno, fino a che non si scopre che è una grandissima sòla.
Questi soggetti si riconoscono da un'ostentazione pesante delle loro particolari abilità e conoscenze: finchè non ti accorgi che raccontano balle o che cercano di spillarti soldi.
Al contrario, capita di incontrare  persone che il destino benevolmente ha messo sul nostro cammino.
Mi è successo ieri.
Ho preso un taxi che mi portasse a destinazione 47$ ( no bus, purtroppo, ancora favorevole ai mezzi pubblici specialmente se ben operativi).
Due signore arrivano verso l'ora di pranzo.
Si sistemano con le loro seggioline, il  loro ombrellone.
Iniziamo a chiacchierare, perchè avevo visto un piccolo -veramente piccolo-squaletto proprio a riva.
Sono entrambe venezuelane, sulla sessantina.
Ecco queste due deliziose signore, oltre ad avermi offerto degli snack , mi hanno invitato a riaccompagnarmi in hotel.
Ed abitavano entrambe da tutt'altra parte.
Ci siamo scambiate tutti i contatti e ci vedremo oggi a colazione con le loro famiglie.
Probabilmente se fossi stata con un amica non sarebbe accaduto.
Perché saremmo state rintanate nella nostra età, nella nostra italianità: chi se le sarebbe filate due signorotte tranquille che se ne stanno sedute in poltroncina a mangiarsi fritos e che fanno il classico 'mezzo bagno '?
 Infine la pillola necessaria da assumere per una felice vacanza in solitudine è quella che contiene una buona dose di contavveleno alle nostre critiche interiori verso le abitudini del paese che si visita, crogiolandosi nell'ozio, correndo come locomotive, ma senza addurre paragoni.

Finchè non si prova non è possibile avere  idea, neanche a cercarla col lumicino, di quanto giovi al complicato congegno che è la nostra anima.